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  • L’ITALIANO DI TOTO CUTUGNO

    Scopriamo la musica italiana con Toto Cutugno Benvenuti al nostro esercizio di italiano livello A1.1! Oggi ci immergeremo nel mondo della musica italiana attraverso una delle canzoni più famose di Toto Cutugno. L'attività proposta è un modo divertente e coinvolgente per migliorare le vostre competenze linguistiche ascoltando una canzone iconica e completando alcuni esercizi. Chi è Toto Cutugno? Toto Cutugno, nato Salvatore Cutugno, è un cantautore e compositore italiano conosciuto in tutto il mondo. La sua carriera è iniziata negli anni '70 e ha scritto molte canzoni di successo, sia per sé che per altri artisti. Uno dei suoi brani più celebri è "L'Italiano", un inno all'Italia e alla sua cultura, che esprime con orgoglio le caratteristiche e le tradizioni del paese. L'importanza della musica nell'apprendimento delle lingue La musica è uno strumento potentissimo per l'apprendimento delle lingue. Ascoltare canzoni nella lingua che stiamo studiando ci aiuta a: - Migliorare la pronuncia. - Ampliare il vocabolario. - Comprendere meglio la grammatica e la struttura delle frasi. - Apprendere espressioni idiomatiche e colloquiali. - Entrare in contatto con la cultura del paese. L'esercizio di oggi Nel PDF allegato troverete una serie di esercizi basati su una canzone di Toto Cutugno. Questi esercizi vi guideranno attraverso il testo della canzone, vi aiuteranno a comprenderne il significato e a riflettere sulla grammatica e sul lessico utilizzato. Come procedere 1. **Ascoltate la canzone**: Trovate un momento tranquillo per ascoltare la canzone attentamente. 2. **Leggete il testo**: Consultate il testo della canzone, sia ascoltandola sia leggendo attentamente le parole. 3. **Completate gli esercizi**: Utilizzate il PDF allegato per completare gli esercizi proposti. Prendete il vostro tempo e cercate di capire il significato di ogni parola e frase. 4. **Riascoltate la canzone**: Dopo aver completato gli esercizi, riascoltate la canzone. Noterete come la comprensione del testo e del significato sarà migliorata. Conclusione Questo esercizio non solo migliorerà le vostre competenze linguistiche, ma vi darà anche l'opportunità di apprezzare una parte importante della cultura italiana attraverso la musica. Buon lavoro e buon divertimento con Toto Cutugno!

  • Dante secondo loro

    Premessa È noto come la scrittura della Divina Commedia venne molto influenzata sia nelle modalità di scrivere, che nei contenuti, dalle grandi mistiche del Medioevo occidentale, ma anche da molta cultura della filosofia orientale. Molte donne dell’epoca non potendo studiare la lingua latina poiché loro vietato, grazie all’uso della lingua volgare e popolare riuscirono a scrivere e comunicare le loro perle interiori. Dante riprese da queste donne sia contenuti mistici, ma anche un certo dinamismo parlato, tipico del linguaggio femminile dall’andamento libero, fresco, con la possibilità di parlare per contrasti ovvero usando un termine aulico e ripetendo la stessa frase, con un linguaggio popolare. Perché Dante affidò la Divina Commedia a questo doppio linguaggio tipico delle donne? Perché il linguaggio femminile è un linguaggio-madre che tutti abbiamo interiormente e riconosciamo naturalmente. È un linguaggio universale comprensibile a tutti, per questo amato da tutti, da un pubblico che non sapeva scrivere, ma anche da un pubblico molto raffinato, colto e sapienziale. Dante Alighieri comunica con tutti i linguaggi possibili, anche quelli musicali e fotografici. La sua opera parla per immagini e trasporta il lettore nelle reali emozioni estreme dell’essere umano. Nella Divina Commedia è rappresentato il percorso evolutivo dell’uomo dalla sua “infanzia” esistenziale fino al raggiungimento della suprema consapevolezza. Attraverso la sua opera Dante ci mostra come scendere nelle profondità per poi risalire, passo dopo passo, permettendo così un avanzamento nel proprio percorso di crescita. Se il linguaggio utilizzato nella Divina Commedia è femminile, anche la trama della Divina Commedia, Dante la fa tessere alle donne. All’interno della Commedia il sommo poeta non si rivolge a figure femminili in carne e ossa, ma a donne della mitologia greca e romana, sante, danneggiate e maltrattate, protettive e sicure di sé, consapevoli, coraggiose, sacrificate in virtù di una visione celeste, donne uccise diventate famose per questo, nella cronaca nera del tempo. Se il Poeta affida il filo del tessuto della Divina Commedia ai personaggi femminili, quelli maschili saranno a loro volta determinanti per l’influsso che eserciteranno su di loro, nel senso che interagiranno con queste donne, nella giusta misura che sarà utile a far vivere l’esperienza necessaria ai fini della loro crescita, nel bene o nel male. Paolo accenderà Francesca che rifletterà un’immensa passione nell’erotismo carnale, Pia Dé Tolomei sarà uccisa dal marito come metafora del tradimento di ogni uomo nei confronti del proprio cuore, Dante attiverà Beatrice quale sposa celeste, nell’ambito dell’Eros supremo, come la più alta relazione psichica. Nella Divina Commedia si raccontano tante storie, si alternano tanti personaggi femminili, dove ogni donna può riconoscere sé stessa nella particolare fase della propria vita, come in uno specchio, nel bene e nel male. Descrizione del progetto Con il progetto "Dante secondo loro loro la Società Dante Alighieri di Roma, attraverso una serie di interviste che saranno curate dalla Dott.ssa Giuliana Poli che in questi anni si è già occupata di portare avanti il tema delle donne nel rapporto con Dante curando e scrivendo i testi Dante secondo Lei, Dante secondo Lui, Dante secondo Noi editi dalla Dante Alighieri di Roma, rivolgerà la propria lente di ingrandimento verso le donne dei comitati esteri, per meglio comprendere come viene percepito Dante Alighieri nel mondo dall’elemento femminile che vive lontano dall’Italia, cosa rappresenta Dante nel loro percorso interiore, quale l’insegnamento che ha tracciato le loro vite… I personaggi della Commedia sono delle figure i cui archetipi divengono chiavi per creare e capire il linguaggio più recondito di Dante insito nell’anima Beatrice, centro di qualsiasi esistenza. Dalla serie d’interviste che saranno preparate da Giuliana Poli e rivolte alle donne dei Comitati danteschi esteri emergeranno stati emozionali, concetti, riflessioni, consapevolezze acquisite, che tutte insieme ricreeranno una matrice femminile universale in una nuova pubblicazione della Società Dante Alighieri di Roma. Dante Alighieri, questo faro del passato inevitabile e sempre attuale permetterà di riscoprire la dimensione emozionale e il pensiero generativo vivente dell’umanità femminile di tutto il mondo, naturalmente affine alle forze universali e alla Donna considerata Sapienza dal Sommo Poeta italiano. A chi è rivolto A tutte le donne dei comitati esteri (Presidenti o socie, studentesse o insegnanti). Come partecipare Coloro che desiderano partecipare sono pregate di inviare via email all'indirizzo enquiries@dantealighieri.com.au le loro risposte alle domande riportate di seguito entro il 23 giugno 2024, assieme a nome e cognome, indirizzo email e un numero telefonico, per consentire alla coordinatrice del progetto di proseguire l’intervista individualmente ove fosse necessario. Questionario: La figura di Dante Alighieri cosa ha rappresentato e rappresenta nel Paese dove attualmente vive? Quante ore nelle scuole mediamente vengono dedicate allo studio delle opere di Dante Alighieri? Qual è tra le opere del Sommo Poeta italiano quella più conosciuta e studiata? Qual è il canto della Divina Commedia più affine al suo personale lato emozionale? E perché? Quali sono per lei, i versi della Divina Commedia che meglio identificano il senso delle radici e della cultura italiana? Quali versi della Divina Commedia sono maggiormente rispondenti ad identificare il Paese in cui attualmente vive? Quale sono i versi della Divina Commedia che richiamano maggiore interesse nel mondo degli adulti e quali versi attraggono maggiormente gli studenti e perché? Nel Paese in cui vive ed opera, il femminile all’interno della Divina Commedia com’è percepito? Quali sono i valori dei personaggi femminili della Divina Commedia che andrebbero recuperati nel mondo odierno e quali, al contrario, sono da considerare improponibili in una società moderna? Se dovesse scrivere una carta di valori al femminile, qual’è il valore più importante associato da Dante all’elemento femminile che si trova nel canto dell’Inferno, quale nel Purgatorio e quale quello più importante nella sua scala di valori presente nel Paradiso? Quale è il suo personaggio femminile preferito e perché? Quale il personaggio a cui si sente più lontana? Qual è la storia di amore, politica o religiosa presente nella Divina Commedia che potrebbe diventare il punto di partenza di scrittura di un libro scritto da lei? Che genere di libro scriverebbe ispirato dalla Divina Commedia? Dove lo ambienterebbe? Qual è il personaggio maschile della Divina Commedia che le piace di più e quale non corrisponde al suo modo di vivere il suo universo femminile?

  • NO PAY? NO WAY! by Dario Fo and Franca Rame

    "Funny? If I wasn't sitting down I'd have fallen over." The Sydney Morning Herald When No Pay? No Way! opened in 2020 it was instantly met with standing ovations and glowing reviews. Now, one of Sydney Theatre Company’s funniest and most beloved productions in recent years returns to the Drama Theatre and to a world more in need of its wild, farcical wisdom than ever. Brimming with hilarious plot twists and sharp-as-a-tack dialogue, No Pay? No Way! is a wild and wonderful tale of an uprising at a local supermarket, that sees a group of angry housewives shoplift ‘til they drop. Now, with a pile of newly ‘liberated’ loot, Antonia – played by Mandy McElhinney (The Tempest) – and her best friend Margherita - Emma Harvie (The Harp in the South: Part One and Part Two) - embark on a ludicrous, laugh-a-minute escapade to stay three steps ahead of the law. Directed by the award-winning Sarah Giles and adapted by ABC comedy powerhouse Marieke Hardy from the beloved play by Dario Fo and Franca Rame, Sotto Paga! Non Si Paga!, this 1970s joyride satirises the world of dollars and cents to uproarious effect. Also featuring first-rate comedy legends Roman Delo (Hubris & Humiliation), Glenn Hazeldine (Così), and Aaron Tsindos (A Fool in Love) this production is both exhilarating and exuberantly funny, prompting one reviewer to remark, “I haven’t heard an audience laugh so loud for a long time” (Limelight). Snag your tickets here before they walk out the door!

  • Scrivere di sé - Corso di scrittura narrativa autobiografica e creativa.

    Chi ha detto che la propria storia personale sia meno interessante di una storia di pura fantasia? Con questo workshop online potrete acquisire strumenti di scrittura creativa per scrivere quanto si recupera nella memoria e nei ricordi e così avviare un percorso di consapevolezza di sé, dell’unicità e del valore della propria storia. Per lasciare una traccia, per tenere quanto scritto in un cassetto o per condividere. Ci guiderà in questo percorso Francesca Di Gangi, counselor, autrice del metodo della Scrittura Riparativa®. Per i tesserati Dante Alighieri è previsto uno sconto di AUD 20.00 e un workshop gratuito offerto dalla relatrice. Per iscriversi: enquiries@dantealighieri.com.au Fee: AUD 390.00 / For our members AUD 370.00 Payable via bank transfer to: Dante Alighieri Society BSB 062-032 a/c 28020681 Pls type your surname and SCRIVERE DI SE' as payment description. Per maggiori info: Biografia e CV: https://scritturariparativa.it/chi-sono/ La descrizione di Scrivere di sé: https://scritturariparativa.it/scrivere-di-se/ Tutte le date dei laboratori: https://scritturariparativa.it/date-luoghi/ Vi aspettiamo numerosi!

  • La Lingua Italiana e i Giovani.

    Tre eventi: 29 luglio :Dr Talia Walker. ​Scusarsi attraverso le culture: Emailed apologies by Australian learners of Italian. 19 agosto:​Dr Margherita Angelucci. ​A New Way of Being Italian Through the Lens of Hip Hop. 23 settembre​:Katrina Lolicato. ​“There Are Gains in the Losses”: Beyond ‘Authenticity’, Finding Relevance in the Imperfect Italo-Australian Vernacular. Gli eventi saranno in doppia lingua italiano e inglese e fruibili sia via zoom che in presenza.

  • Italiano Tales

    Ready to embark on a journey through the enchanting world of Italian storytelling? We are delighted to present "Italiano Tales: Unlocking the Power of Words," a unique reading and language course that will immerse you in the beauty of Italian literature while expanding your language skills. From August 22nd to October 24th, we invite you to join our collective reading sessions, where we will explore captivating tales together. During these interactive sessions, we will not only read aloud but also provide translations whenever necessary. The course encourages discussions and conversations in both Italian and English, allowing you to find the best ways to express your thoughts and interpretations. Additional info: https://www.dantealighieri.com.au/service-page/b1-b2-italiano-tales-the-power-of-words

  • Arti scritte, Laboratorio Internazionale istituito dalla Società Dante Alighieri

    E' in corso la seconda edizione di Arti scritte, Laboratorio Internazionale istituito dalla Società Dante Alighieri, in collaborazione con PdiPigna, per valorizzare la scrittura in tutte le sue forme. Avete tempo fino al 9 luglio per partecipare al concorso gratuito L'occhio deve viaggiare – Moda, forme e riflessi. Si tratta di scrivere un racconto o di realizzare un disegno accompagnato da un breve testo, prendendo ispirazione da un abito o da un accessorio capaci di rispecchiare lo spirito di un'epoca. Per maggiori informazioni cliccate qui.

  • REMINDER EVENTO: VENEZIA AL TEMPO DI CASANOVA

    Non mancate a questo evento online martedì 23 maggio ore 18:00 AEST (10am ora italiana).

  • Venezia ai Tempi di Casanova

    La città di Venezia è famosissima per la sua atmosfera di festa. Il 21 maggio è la Festa della Sensa (l’Ascensione), quando i Veneziani festeggiano la ricorrenza religiosa a modo loro, ossia celebrando il matrimonio tra Venezia e il mare. Per ricordare questo evento emblematico nel calendario veneziano, l’autore Andrea Perego parla dei personaggi iconici si una città’ iconica, immergendosi nei testi e nelle opere d’arte come quelle dei vedutisti, e nelle avventure di Casanova, uno dei veneziani più famosi – o famigerati – del 700. Andrea Perego è giornalista, scrittore e archivista. Con Supernova ha già pubblicato la raccolta “Racconti in cornice, Casanova a Berlino”, tradotto in francese, inglese e tedesco. Il romando Le leggi del Tempo, tradotto in inglese, e Barbara – Un affare di Stato, anch’esso tradotto in inglese. Martedì 23 maggio alle ore 18.00 (alle 10:00 ora italiana) su piattaforma ZOOM cliccando sul link: https://uni-sydney.zoom.us/j/84344456041 Vi aspettiamo numerosissimi, come al solito.

  • "The Forgotten Front" - Intervista SBS Cristiana Palmieri e Paolo Soglia.

    Ascolta l'intervista a Paolo Soglia e Cristiana Palmieri sul canale SBS "The Forgotten Front", un documentario girato nel 2020 da Lorenzo K. Stanzani e Paolo Soglia, racconta la guerra degli Alleati sulla linea Gotica tra il 1943 e il 1945, l’occupazione tedesca della città di Bologna e la lotta di resistenza e liberazione condotta dai partigiani e dalla popolazione che li sosteneva. https://www.sbs.com.au/language/italian/it/podcast-episode/resistenza-a-bologna-il-fronte-dimenticato/z7unb0oii

  • The Forgotten Front

    “The Forgotten Front” è un documentario sulla Resistenza a Bologna, la più grande città del nord Italia sulla linea del fronte, che racconta la guerra degli alleati dal 1943 al 1945 sulla linea Gotica, l’occupazione tedesca della città durante la Repubblica di Salò e naturalmente la lotta di Liberazione condotta dai partigiani e dalla popolazione che li sosteneva. Il titolo The Forgotten Front, il fronte dimenticato, rievoca l’espressione che usò il New York Times l’11 dicembre 1944, quando l’avanzata alleata in Italia si fermò per molti mesi, congelata dall’inverno, lasciando alla Resistenza l’onere di combattere i nazifascisti sul terreno mentre americani e sovietici procedevano velocemente verso Berlino dalla Francia e dall’Europa orientale. Presentato in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura, NIAWA,e la Dante Alighieri Society, Sydney, il documentario sarà in versione italiana con sottotitoli in inglese. Introduce: Cristiana Palmieri. Q&A con gli autori Lorenzo K. Stanzani e Paolo Soglia in collegamento dall'Italia. Per registrarsi contattare iicsydney@esteri.it 27 APRILE 2023 - 6PM ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA 4/125 YORK ST SYDNEY

  • BBC Online - How our brains cope with speaking more than one language

    Speaking a second or even a third language can bring obvious advantages, but occasionally the words, grammar and even accents can get mixed up. This can reveal surprising things about how our brains work. Read the full article here: https://www.bbc.com/future/article/20220719-how-speaking-other-languages-changes-your-brain?ocid=ww.social.link.facebook

  • Premio Favinio. I sei testi vincitori

    Sydney, 7 aprile 2023 ANNUNCIATI I VINCITORI CONCORSO FAVINO 2023 Giuria formata da: Concetta Cirigliano Perna (coordinatrice) Antonella Beconi Robert Farotto Andrea Tenconi Risultato finale su cui ha convenuto la giuria: 1. Caro Matteo: Matthew Rivera (Sydney Grammar School) ex aequo con Il futuro: Come lo vedi? Danial Pacey (Sydney Grammar School) 2. Per voi, nel futuro: Nicholas Chang (Sydney Grammar School) ex aequo con Un diluvio senza fine Jahani (manca il cognome ) (Sydney Grammar School) 3. Che ne è del presente di Linus Richter, studente Dante Alighieri (NZ) ex aequo con Ciclo Ondoso Alyssa Brown, Presbyterian Ladies’ College, Croydon La consegna dei premi avverrà durante la nostra serata conviviale di domenica 23 aprile

  • Winners of the Premio Letterario Tommaso Favino

    1st prize (ex aequo) Caro Matteo Matthew Rivera (Sydney Grammar School) Il futuro: Come lo vedi? Danial Pacey (Sydney Grammar School) 2nd prize (ex aequo) Per voi, nel futuro Nicholas Chang (Sydney Grammar School) Un diluvio senza fine Jahani (Sydney Grammar School) ​ 3rd prize (ex aequo) Che ne è del presente Linus Richter, studente Dante Alighieri (NZ) Ciclo Ondoso Alyssa Brown, Presbyterian Ladies’ College, Croydon The prizes will be awarded at an event to be held on April 23, 2023 in Sydney.

  • Qui Assisi... Qui Francesco. Attualità del pensiero francescano

    Sì, Francesco ancora ci parla. Dopo 800 anni, il suo pensiero è quanto mai attuale. Francesco ha cambiato la storia, il nostro modo di stare al mondo, e può farlo ancora oggi. Francesco è il Santo Patrono dell’Italia. Francesco ci identifica come popolo. Sui quattro fronti del Palazzo della Civiltà Italiana a Roma è scolpita a caratteri cubitali questa iscrizione: “Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”. Bene, se c’è qualcuno di cui abbiamo in abbondanza sono i Santi. Ne abbiamo talmente tanti che ce ne è uno per ogni paese e ogni chiesa; questo naturalmente non significa che siamo un popolo santo... ma che le fonti di ispirazione sono tante e le custodiamo, anche nel nome dei nostri figli. Ognuno ha il suo preferito, ogni paese ha il suo santo patrono e un po' per venerazione, un po' per tradizione, questo dà vita alle meravigliose feste popolari che animano tutta la penisola durante tutto l’anno. Reliquie e spoglie mortali non sono rare, ma tanto clamore quest’anno per Francesco ha il suo perché. A 44 anni, otto secoli fa, nella notte fra il 3 e il 4 ottobre del 1226 Francesco abbracciava “sorella morte” e il 16 luglio 1228, dopo appena 2 anni, veniva canonizzato da Papa Gregorio IX. Da quel momento... San Francesco. Santo subito. Quest’anno le sue spoglie per la prima volta e solo per un mese, a marzo scorso, sono state espostepubblicamente ad Assisi. Per sostare un minuto davanti a Lui, mediante un complesso quanto perfettamente funzionante sistema di prenotazione e gestione sono passate, arrivando da Italia/Mondo, 750 persone ogni mezz'ora: le lunghe attese composte nella grande piazza si fanno silenziose appena varcata la soglia della basilica; qui si entra in un’altra dimensione, quella del cielo stellato blu e oro e degli affreschi della scuola di Giotto che ripercorrono sulle pareti tutta la sua vita, e mentre vi passiamo accanto, in fila, ci accompagnano da Lui. Parlo in prima persona e al presente, come se fossi lì adesso, perché non l’ho immaginato né sentito raccontare... c’ero anch’io tra loro; è un’emozione che non passa, resta attuale come Lui. Vi posso assicurare che quando mi sono trovata davanti a quelle ossa, ricomposte sulla nuda terra in una teca di cristallo, mi sono sentita interrogata sul presente. In quel momento ho sentito che la piccola statura dei suoi resti mortali si misurava con la grandezza dell’eredità trasmessa. Una persona muore ma quello che ha detto continua a vivere, il bene che ha fatto diventa contagioso, il suo ricordo non resta nel passato ma prende carne nelle scelte di chi resta e da lì può nascere qualcosa di nuovo, un gruppo, una storia, un movimento, un cambiamento, nel caso di Francesco una vera rivoluzione. Una rivoluzione gentile attraverso scelte radicali e controcorrente. In un’epoca impostata sulle gerarchie, Francesco e i frati scelgono di vivere come fratelli, tutti uguali, in una porzione di terra piccolissima (la “porziuncola”); la parola “frate” nasce così, inventata da Lui. Stabilisce per loro delle regole di vita essenziali e con quelle si presenta a Roma dal Papa Innocenzo XIII che riconoscendo in lui la figura capace di rinnovare la Chiesa gli accorda il permesso di praticarle e predicarle, quando fino ad allora potevano solo preti e monaci; in quel periodo, in cui la Chiesa parlava di diavolo, rogo e peccati, le prediche di Francesco erano invece spettacoli di strada gioiosi che parlavano di fratellanza e risvegliavano la parte migliore dell’uomo. In un’epoca in cui si discuteva se la donna avesse un’anima lui accoglie Chiara (poi Santa Chiara) e le Clarisse come sorelle, da pari a pari, donne che decisero liberamente il loro destino sottraendosi alla volontà paterna e ai ruoli imposti dallo schema sociale. Decidere da sé la propria vita contro le strategie della famiglia, in un ambiente aristocratico dove il matrimonio era alleanza e patrimonio, era una libertà impensabile. Durante la quinta crociata Francesco parte e raggiunge i crociati in Egitto all’assedio di Damietta, non per combattere o benedire la guerra, ma nel tentativo di fermare la violenza e cercare una via di pace parlando del Vangelo sia ai cristiani che ai musulmani; rischiando la vita giunge al cospetto del Sultano Malik al-Kamil, nipote di Saladino, con cui parla a lungo: un primo esempio di dialogo interreligioso, il dialogo come atto di coraggio, ciò di cui oggi abbiamo bisogno per evitare un'escalation dei conflitti di idee o di interessi. Francesco propone così un modello di missione basato sulla parola e non sulle armi, un approccio rivoluzionario per l'epoca. L’eredità del suo pensiero è concreta e sconfinata. La sua invenzione per incarnare la natività e farne esperienza viva, il presepe, la sua Betlemme nel borgo di Greccio, in quella notte del 24 dicembre 1223, ancora oggi è nelle case di tutto il mondo cristiano a Natale. Nei suoi ultimi giorni di vita, ormai quasi cieco, compone una poesia usando la lingua volgare, quella del popolo, accessibile a tutti, con una metrica strutturata come una canzone, che diviene una preghiera cantata. Con il suo “Cantico delle creature” nasce il concetto di Lode, dopo di lui sono fiorite ovunque confraternite che componevano lodi e ancora oggi il Cantico viene rievocato con cori stupendi. Uomo di riconciliazione in tempi difficili, ormai in fin di vita, aggiunge un’ultima strofa al Cantico, versi per la pace, che parlano alla coscienza di chi è in un conflitto. Il suo messaggio di fraternità è cosmico, si estende non solo agli animali ma a tutti gli elementi della natura, il sole, la luna, le stelle... persino “sorella morte” non gli fa paura, ma fa paura la morte seconda, quella dell’anima, di chi non muore in pace. Francesco conduce così la società dell’epoca ad allargare lo sguardo oltre l’uomo, al creato che lo circonda, e i pittori iniziano ad inserire il paesaggio come sfondo quando ancora i soggetti si stagliavano su fondo piatto in oro. Dante lo richiama in vari canti e lo pone nella Rosa dei Beati. Il legame fraterno con tutte le creature e la pace interiore sono quindi i cardini del messaggio francescano, ma a causa dello stereotipo derivante dall’iconografia popolare più diffusa (S. Francesco che parla agli uccelli o stringe la zampa al lupo...) Francesco può essere facilmente percepito come una figura ascetica e svincolata dalla realtà. Tutt’altro! Figlio di un ricco mercante, Francesco era più che mai esperto e consapevole dei meccanismi del guadagno, del modo di spenderlo sia per godersi la vita che per investire e farne altro; ma ebbe chiara la visione di un’economia diversa e il coraggio di attuarla spogliandosi di tutto, aprendo così ad una riflessione nuova sull’uso dei beni, sul valore delle relazioni e sulla circolazione della ricchezza. Rileggendo la figura di Francesco non solo come protagonista della storia religiosa medievale, ci si accorge di come il pensiero francescano abbia avuto un ruolo nel trasformare l’idea stessa di economia: dalla rivalutazione della figura del mercante nel Medioevo fino alla nascita dei Monti di Pietà e all’attualità delle banche di comunità e delle forme di credito cooperativo, i frati hanno contribuito a promuovere un modello economico fondato sulla fiducia, sulla responsabilità e sull’investimento socialmente produttivo, opponendosi alla logica sterile dell’accumulo. Il Papa che per primo ha scelto il suo nome, quale segno spirituale e politico, ha richiamato ad una chiesa più povera con gesti di sobrietà e un atteggiamento diverso dal rituale tradizionale, ma ha anche avviato una iniziativa concreta per mettere in moto un cambiamento che attualizzi l’eredità del modello francescano: “The Economy of Francesco" (EoF) è un movimento internazionale voluto da Papa Francesco che riunisce giovani economisti, imprenditori e agenti vari del cambiamento per ri-animare l’economia, nel senso di ridarle un'anima, ispirandosi a San Francesco. Nel 2020, superando le difficoltà organizzative imposte dalla pandemia, li ha riuniti quindi ad Assisi per costruire un nuovo modello di economia basato su fraternità, giustizia e sostenibilità. Un anno prima, invitandoli, aveva lanciato un’alleanza educativa globale: il “Global Compact on Education” con cui chiedeva a tutti di unire gli sforzi affinché l’educazione generasse pace, giustizia e accoglienza tra i popoli. La conferenza ha visto ad Assisi la partecipazione di duemila economisti provenienti da 115 paesi differenti; poi, nel 2024, segue l’atto costitutivo della nuova Fondazione “The Economy of Francesco” con il compito di “far comprendere e diffondere un pensiero economico differente che racchiuda i valori di prossimità, circolarità, sussidiarietà, etica, fraternità ed equità. La Fondazione fa da centro di coordinamento muovendosi su tre principali aree di intervento: studio e ricerca; impresa e innovazione; formazione e cultura” (cit. Vescovo di Assisi, Pres.EoF). Fatti, non parole. Papa Francesco ha lasciato il suo segno e lo ha reso indelebile conferendo l’incarico al Vescovo di Assisi e al comitato EoF di custodire il processo avviato. Un processo di cambiamento in comunione di intenti non solo tra quanti hanno la fede, ma tra tutti gli uomini di buona volontà, al di là delle differenze di credo e di nazionalità, mirato a realizzare un'economia più giusta, inclusiva e sostenibile, centrata sul bene comune, la lotta alla povertà e la custodia del creato. Sembra utopistico... ma è sotto gli occhi di tutti che è proprio questo di cui il mondo ha bisogno: pace e giustizia sociale sono i temi cardine delle sfide attuali per una convivenza più umana. Ora facciamo il punto: dal “poverello di Assisi” che agli inizi del 1200 aveva preso una netta distanza dal denaro... si è arrivati nel 2020 ad “Economy of Francesco”. Per rendere comprensibile l’apparente paradosso non posso di certo cimentarmi io, ma mi è stato utilissimo ascoltare i contenuti del convegno “Francesco e l’economia” (nell’ambito della rassegna “Francesco ha gli occhi tuoi”, una tra le tante iniziative per l’ottavo centenario), che ha fatto spaziare la mia mente su concetti difficili, con relatori di altissimo livello ma un linguaggio alla portata di tutti (in pieno spirito di umiltà francescana…). Ecco il link per rivedere l’incontro: https://www.youtube.com/live/pQVibFg8kTA?si=HiNL3r3lzi-ZvhxR È un po' lungo, ma vi invito ad indossare le cuffie mentre fate altro che non occupi la mente e vi sorprenderete di come un’economia che serve l’uomo, e non il contrario, parta proprio da Francesco. Concretamente realizzabile e non solo astrattamente ipotizzabile. In tutto ciò, Assisi fa da sfondo a questi ragionamenti e accoglie le folle nella sua compostezza senza trasformare tutto in fiera; con le sue case medievali, i vicoli, le piazze, le chiese, le botteghe, svetta sul paesaggio della campagna umbra e da secoli è simbolo e messaggio di un umanesimo della fraternità. Questa volta non l’ho camminata tutta, non ho sostato, non ho assaggiato nulla, svegliata e partita presto per mettermi in fila sono rientrata a Roma la sera; questa volta sono andata ad Assisi solo per incontrare Francesco. Per approfondire: Alessandro Barbero - La rivoluzione di Francesco d'Assisi https://francescoeconomy.org/it/ https://www.vatican.va/content/francesco/it/letters/2019/documents/papa-francesco_20190501_giovani-imprenditori.html

  • In viaggio (Livello A1)

    Cruciverba Orizzontali 3 Raggiungere la destinazione di un viaggio. 6 Spostamento da un luogo a un altro, spesso per piacere. 8 Luogo vicino al mare dove si prende il sole. 12 Messaggio breve inviato da un luogo di vacanza. 13 Andare via da un luogo per iniziare un viaggio. 14 Gita a piedi o in bicicletta durante una vacanza. 15 Luogo dove si va in vacanza. Verticali 1 Veicolo usato per viaggiare e dormire. 2 Il giorno prima di oggi. 3 Luogo dove si dorme in viaggio. 4 Quando cade l’acqua dal cielo. 5 Luogo alto, spesso visitato per escursioni. 7 La mattina di oggi. 9 Periodo di riposo lontano dal lavoro o dallo studio. 10 Regola che indica che una cosa non è permessa. 11 Condizioni atmosferiche (sole, pioggia, vento…). Soluzioni

  • Qui Roma... Lusso cultura e storia in mostra: “Cartier e il mito”. Heritage Cartier Collection ai Musei Capitolini

    Parlando di gioielli il lusso è implicito, ma non solo quello se si parla di Cartier: “il gioielliere dei Re e il Re dei gioiellieri”. Così lo definì nel 1904 Re Edoardo VII del Regno Unito, concedendo al primo negozio londinese la royal warrant , l’ambito riconoscimento di eccellenza reale, nominandolo così suo fornitore ufficiale; altrettanto faranno altre corti europee, tra cui l’Italia. Louis-François Cartier aveva fondato l’omonimo negozio rilevando la bottega artigiana in cui lavorava nel 1847 a Parigi, ma fu suo figlio Alfred e i tre nipoti Louis, Pierre e Jacques a trasformare la piccola azienda familiare del nonno in un brand celebrato in tutto il mondo, un impero del lusso con sedi a Parigi, Londra e New York. Tra i loro clienti c’erano le case reali dell’epoca, le famiglie aristocratiche di tutta Europa, i miliardari americani, i maragià indiani e poi le stelle di Hollywood. La maison Cartier d iventa particolarmente famosa nel 1856, quando la principessa Matilde, nipote di Napoleone I e cugina dell'imperatore  Napoleone III,  compie i suoi primi acquisti da Cartier. Nel 1859 l'imperatrice Eugenia , sua moglie, diventa cliente della boutique e inizia quella tradizione di re, regine e imperatori che caratterizzerà tutta la storia della Maison,  che da una piccola bottega parigina arriverà a  definire l'estetica del lusso mondiale. Un lusso quindi che può raccontare storie... e fa storia.   Se ne potrebbe  fare una lunga lista a partire dai 27 diademi di brillanti ordinati dalla nobiltà britannica per l'incoronazione di Edoardo VII, proseguendo con la collezione personale della regina Elisabetta tra cui la tiara della Regina Madre, con i ben due anelli di fidanzamento donati dal Principe Ranieri III di Monaco a Grace Kelly, con gli orecchini indossati dalla Principessa Diana   in occasione della sua visita ufficiale in Australia, con l’orologio di Jacqueline Kennedy, la collana di diamanti e rubini di Elizabeth Taylor... e si potrebbe continuare...   Jean Cocteau ,  Romy Schneider ,  Alain Delon , Gary Cooper ... Per comprendere quali siano i fattori che hanno determinato tale ascesa occorre osservare due vicende che combaciano, in primis il modus operandi  della maison Cartier che cambia il senso del rapporto con il mestiere orafo e il valore che si dà alla cultura, oggi così desueta e messa in discussione e, parallelamente, il  contesto storico. La maison nasce nella Francia di Napoleone III che va al potere, mostrandosi come il cuore pulsante di quell’Europa che deve tornare all’ Ancien Regime  e da quel punto di vista vuole anche fondare l’ultimo degli imperi di Francia. In quel ventennio di nuovo impero c’è un’ultima stagione di gotha aristocratico che viene nel segno del Grand Tour e di una cultura che già dalla fine del ‘700 aveva visto i viaggi in Europa come viaggi colti di conoscenza e di esposizione visiva alle bellezze del mondo classico. All’interno di quella stagione e poi sul finire dell’Ottocento e del primo Novecento nasce dalla piccola bottega artigiana quella che sarà la casa di riferimento dei grandi gioielli per tutta l’aristocrazia e il gotha europeo internazionale. Il motivo è che le creazioni Cartier non sono soltanto ornamenti preziosi e decorativi, ma ogni collana, spilla o anello è una narrazione, ogni gioiello allude a qualcosa. Ornamenti sì, ma soprattutto ispirazioni che raccontano il mito.  A conferma di quanto la storia della maison Cartier sia profondamente correlata con l’arte e l’eredità culturale europea, la mostra è stata allestita nell’ala dei Musei Capitolini dedicata alle sculture in marmo della collezione del cardinale Alessandro Albani, nucleo storico del museo istituito da Papa Clemente XII nel 1733 che ha contribuito a definire i canoni della cultura artistica europea.  Tutta quella che è la dimensione colta delle creazioni Cartier attinge quindi a piene mani al mito, alle divinità che arrivano dalla tradizione soprattutto greca ma poi anche romana, per costruire i simulacri in grado di valicare i limiti che Kronos da sempre impone all’umanità.  Il senso di lavorare con i metalli preziosi, le pietre, gli ori e argenti, diventa un modo apotropaico per cercare di superare il limite tra la vita e la morte. Se l’uomo non riesce a valicare i confini del tempo affida al gioiello di continuare questo percorso. La costruzione della maison è quindi legata al culto della bellezza, non necessariamente solo del gioiello, e parte da una premessa metodologica per la quale chiunque entri a lavorare ha un unico requisito importante richiesto: studiare.  Sono  molti i quaderni di appunti sul senso della ripresa degli archetipi delle immagini del passato che tornano ad essere modelli per i gioielli contemporanei. Lavorare per l’ultima generazione di un’aristocrazia che ancora si crede quella dell’ Ancien Regime (che invece si scontrerà con la Prima guerra mondiale), vuol dire creare una serie di gioielli che non raccontino solo il lusso, la bellezza e il possesso di denaro o metalli preziosi, ma vuol dire dar vita ad una stagione in cui la nuova moda si metta in mostra all’interno di quei gran gala e celebrazioni ancora rappresentativi della Belle Époque.  Siamo nella Parigi degli sventramenti di Hausmann, s ono gli anni in cui Vienna è il cuore pulsante, sono gli anni di Strauss, del Danubio blu, a nni in cui tutta l’Europa è in festa, dove si inaugurano le metropolitane ma intanto si continua a danzare. La conoscenza e il sapore di quei gioielli diventano elementi che attestano la cultura di chi li indossa. Non si indossa solo qualcosa di bello, ma qualcosa che può emulare la bellezza dell’antico e può raccontare che, anche se non si è visto con i propri occhi, in realtà si ha la conoscenza di aver letto Plinio, conosciuto le grandi ville romane, gli scavi di Pompei, il Partenone e di poterne fare manifesto in una versione ridotta che si possa indossare. Emblematica di questo concetto fondante, lungo il percorso museale, è la stanza delle colombe di Plinio, così chiamate per la descrizione fatta da Plinio il Vecchio nella Naturalis Historia  (77 d.C.) di un mosaico risalente al II sec. a.C., già molto famoso nell’antichità, che fu replicato in varie copie, tra cui quella ora qui esposta, ritrovata nella Villa Adriana a Tivoli ed entrata nelle collezioni capitoline nel 1764. Il soggetto è stato spesso riportato sui gioielli acquistati dai viaggiatori del Grand Tour tra XVIII e XIX secolo e viene reiterato da Cartier in forme diverse, a partire da una spilla in micro-mosaico, tecnica già diffusa nei grandi cantieri romani alla fine del '700, o anche in una parure in pietre preziose montate su oro. Il motivo delle colombe non è qui legato ad una visione teologica, non sono colombe della pace, elemento che torna nei blasoni delle famiglie aristocratiche come attestazione di fede, ma si torna ad un mondo profano in cui letteratura e bellezza si fondono per dare un segno di cultura a quest’ultima stagione di aristocratici. Va evidenziato che ogni fase della produzione Cartier riflette una diversa attualizzazione del mito classico con una sensibilità contemporanea che guarda all’antichità come a un patrimonio sempre vivo, e q uesto approccio distintivo, con un proprio codice estetico-formale, fece sì che non  lo sfoggiarono più solo aristocratiche o duchesse, ma celebrità internazionali dal fascino moderno.  L’intento dell’esposizione ai Musei Capitolini è proprio quello di mostrare come il lessico formale dell’antichità sia diventato, nel tempo, un linguaggio universale capace di rinnovarsi.  A prescindere dal gusto estetico di ogni epoca, per cui uno di quei gioielli oggi può piacere o meno (comunque tutti desiderabili...), c’è l’idea di un processo in divenire, di uno studio sulle forme e sulla bellezza che continua ad essere portato avanti. La stessa collezione Cartier quindi è in continuo divenire, perché ogni collezione ogni anno viene censita con i pezzi più prestigiosi che poi andranno a far parte dell’Heritage   Cartier Collection, di cui una significativa selezione è in mostra qui a Roma. Il percorso espositivo è concettualmente impegnativo, ma è supportato da numerosi pannelli di approfondimento che accompagnano il visitatore passo passo. A valle di questa lunga premessa necessaria lascio parlare le foto, rimandando ai testi della mostra contenuti nel LINK per comprendere i collegamenti simbolici cui alludono i gioielli, impossibili da sintetizzare. Spicca tra tutti la tiara   in platino , che   portata sulla fronte diviene elemento di splendore e illuminazione, ove il senso della perla unita al diamante ha la dimensione archetipica della luce e va a competere con la mezzaluna sul carro di Diana. Cartier fu pioniere nell'uso generalizzato del platino in gioielleria, un metallo che consente montature più leggere e luminose, esaltando così la brillantezza dei diamanti. Con una portabilità ben diversa da quella delle corone tradizionali, la tiara diventa elemento che svetta sulla testa delle nuove generazioni di donne, anche autonome e indipendenti.  Cartier non si limita a riprodurre: evoca, reinventa, trasforma il mito in una esperienza che emoziona   attraverso le forme archetipiche e il potere evocativo   molto forte delle gemme:   la grazia di Afrodite, la forza di Eracle, la sapienza di Zeus. L’anello di fidanzamento con il nodo di Ercole è ancora uno dei più diffusi sul mercato.  Smalti, intarsi, incisioni e montature raccontano come Cartier   abbia saputo fondere tradizione e innovazione.   Sono molte quelle introdotte da Cartier: precursore del moderno concetto di orologio da polso, ne realizzò il primo esemplare, il Santos, nel 1904, destinato a diventare un’icona dell’orologeria maschile, per il pioniere dell’aviazione brasiliano Alberto Santos-Dumont; un segnatempo pensato per essere pratico in volo quando gli uomini per controllare l’ora potevano servirsi solo di orologi da taschino.  Per entrare nel merito di questa mostra e per goderne, bisogna per un po’ distogliere la mente da quello che sta accadendo nel mondo e dall’eterno contrasto tra lusso sfrenato e povertà estrema. Io l’ho fatto in un sabato pomeriggio piovoso, di quelli in cui a Roma bisogna affrontare disagi vari e pozzanghere (sempre per via delle buche e dei sampietrini... come dicevamo in apertura di questa rubrica), ma di quelli che basta entrare in un museo e si dimentica tutto e anche il cielo più grigio si illumina. Specialmente qui, in questa mostra scintillante di migliaia di diamanti che hanno brillato per due secoli di storia e sono giunti qui in Campidoglio dall’ Heritage Cartier Collection. Ammirarli in questa mostra non è stato come guardare la vetrina di una gioielleria delle strade del lusso e delle grandi firme: in quei cento metri di galleria, in quelle teche blindate, si ripercorre un pezzo di storia europea dell’800.  Read more: https://www.museicapitolini.org/sites/default/files/f_file/2.%20DIDA_SELEZIONE%20FOTO%20OPERE%20%20E%20CREAZIONI.pdf

  • PLIDA – Comprensione scritta (B1)

    Leggi i testi e scegli l’opzione corretta. TESTO 1 Il Comune di Firenze ha annunciato l’introduzione di nuove regole per l’accesso al centro storico durante i fine settimana. L’obiettivo è limitare il traffico privato e incentivare l’uso dei mezzi pubblici. Le nuove misure entreranno in vigore a partire dal prossimo mese. Questo testo A) ☐ invita i cittadini a visitare il centro storico nei fine settimana. B) ☐ descrive un cambiamento nelle regole di accesso al centro città. C) ☐ spiega come usare i mezzi pubblici a Firenze. D) ☐ racconta le difficoltà dei residenti del centro storico. TESTO 2 Negli ultimi anni sempre più cittadini utilizzano applicazioni digitali per accedere ai servizi pubblici, come prenotare visite mediche o consultare documenti personali. Secondo le istituzioni, questi strumenti permettono di risparmiare tempo e ridurre le code agli sportelli, ma richiedono competenze digitali di base. Questo testo A) ☐ spiega nel dettaglio come usare le applicazioni digitali. B) ☐ racconta le difficoltà degli anziani con la tecnologia. C) ☐ descrive l’uso crescente dei servizi pubblici digitali. D) ☐ invita i cittadini a lavorare nel settore informatico. TESTO 3 Vuoi imparare a cucinare piatti italiani in modo semplice e divertente? Dal mese prossimo partirà un corso di cucina italiana organizzato da un centro culturale nel centro di Torino. Il corso è aperto a tutti, anche a chi non ha esperienza, e prevede otto incontri serali a cadenza settimanale. Durante le lezioni, i partecipanti prepareranno ricette tradizionali e scopriranno alcuni segreti della cucina italiana, lavorando in piccoli gruppi. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione. I posti sono limitati e l’iscrizione è obbligatoria. Questo testo A) ☐ descrive un’attività promozionale per attirare partecipanti a un corso di cucina. B) ☐ spiega passo per passo come preparare ricette italiane. C) ☐ racconta l’esperienza personale di chi ha già frequentato il corso. D) ☐ informa sui risultati professionali di un centro culturale. TESTO 4 Secondo un’indagine recente, sempre più persone scelgono di ridurre l’uso dell’auto privata per gli spostamenti quotidiani. Tra le motivazioni principali ci sono la preoccupazione per l’ambiente e l’aumento dei costi del carburante. Questo testo A) ☐ invita i cittadini a vendere la propria automobile. B) ☐ racconta una campagna pubblicitaria sui trasporti. C) ☐ descrive un cambiamento nelle abitudini di mobilità delle persone. D) ☐ spiega come risparmiare carburante durante i viaggi. TESTO 5 Gentile Cliente, la informiamo che, a causa di un aggiornamento tecnico, il nostro servizio di assistenza telefonica non sarà disponibile nella mattinata di lunedì. Durante questo periodo sarà comunque possibile contattare il Servizio Clienti tramite email o attraverso il modulo online presente sul nostro sito. Ci scusiamo per il disagio e ringraziamo per la collaborazione. Questo testo A) ☐ spiega come risolvere un problema tecnico del cliente. B) ☐ invita i clienti a registrarsi al sito dell’azienda. C) ☐ informa su una temporanea modifica del servizio clienti. D) ☐ racconta un’esperienza negativa con l’assistenza telefonica. Soluzioni: Testo 1: B Testo 2: C Testo 3: A Testo 4: C Testo 5: C

  • Anagrammi per bambini

    Posiziona le lettere nell’ordine giusto: A  L         C  A  G  A  I  C                       — —      — — — — — —         I A T A O N N I P L —      — — — — — — — — —   L I L M N O G I E A  — — — — — — — — — — L I P E L C A P L O —  —     — — — — — — — — A  L       A  R  P  S  A  I  C  —  —     — — — — — — — L  G  I       V  L  I  S  T  I  A —  —  —     — — — — — — —

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