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Courses (28)
- A1.1 Beginner In presence
Textbook: Dieci Italian Course for English Speakers - Available from Abbey’s Bookshop, Sydney CBD and other major retailers. This beginner Italian course is ideal for anyone who doesn’t know Italian at all. You will learn basic greetings, how to express likes and dislikes, and how to present yourself. Grammatical elements are also introduced, and you will start to work on your speaking and listening skills. Nouns, articles and prepositions use are introduced along with basic pronunciation, writing and reading skills. The course is delivered as a series of interactive workshops, where active participation is encouraged.
- A1.2 Beginner online
Textbook: Dieci Italian Course for English Speakers - Available from Abbey’s Bookshop, Sydney CBD and other major retailers. Keen to try something slightly more advanced, but still for beginners? Then you could try the level A1.2. Suitable for A1 level students, those who have completed Beginner A1.1, or who have completed 20 hours of recent tuition. This beginner A1.2 course follows on from Beginner A1 course. It covers topics including likes and dislikes, describing places and making a hotel reservation. Grammatical development is emphasised through various speaking, listening and writing exercises.
- Private Lesson in Presence
The tutor will get in touch with you directly after you book the lesson. Please note: Prices are inclusive of GST.
Events (40)
- Alessandro Barbero: Francesco d'Assisi, oltre il mitoTickets: $15.38 - $20.5026 September 2026 | 8:30 am8 William St, Five Dock NSW 2046, Australia
- 3 September 2026 | 8:00 am4/125 York St, Sydney NSW 2000, Australia
- Italy Meets Australian First Nations PeoplesTickets: $0.002 September 2026 | 8:00 am82/88 Renwick St, Redfern NSW 2016, Australia
Blog Posts (160)
- La ricetta del mese: La scarpaccia
La scarpaccia nasce come piatto povero della tradizione contadina della Versilia, ideato per utilizzare le zucchine in eccesso raccolte negli orti durante l'estate, in particolare le zucchine novelle, quelle piccole e tenere, meglio ancora se colte ancora con il fiore attaccato. È una ricetta "povera" nel senso più autentico del termine: pochi ingredienti semplici (zucchine, farina, zucchero, uova, olio, a volte latte) trasformati in un dolce rustico da forno, quasi una via di mezzo tra una torta e una frittata dolce. Il nome deriva dall'aspetto della torta: bassa, sottile, con i bordi che in cottura scuriscono fino ad assumere il colore del cuoio bruciato, ricordando appunto una vecchia suola di scarpa. Esiste anche una tradizione locale secondo cui il nome risalirebbe addirittura a Castruccio Castracani, il condottiero lucchese signore di un castello vicino al borgo di Colognora, anche se l'etimologia resta incerta. La scarpaccia è diffusa in tutta la Versilia, ma è dolce solo a Viareggio. Nei comuni limitrofi, a partire da Camaiore, la stessa torta di zucchine viene preparata salata, con sale, pepe e talvolta formaggio. A Viareggio, invece, prepararla salata era considerato quasi un peccato capitale, e la questione dolce-contro-salato è diventata nel tempo un piccolo simbolo di campanilismo locale: la scelta del sale poteva persino essere usata per suggerire, scherzosamente, la rozzezza dei vicini versiliesi. È un esempio piuttosto vivido di come il cibo tradizionale toscano si frammenti e si diversifichi anche fra paesi a pochi chilometri di distanza. Culturalmente, la scarpaccia si inserisce in quella piccola famiglia di dolci italiani ed europei che usano ortaggi al posto della frutta, un po' come la torta di carote, ma molto meno comune: in Italia l'uso delle zucchine in chiave dolce resta piuttosto raro e sorprende ancora oggi chi la assaggia per la prima volta, nonostante altrove in Europa (pensiamo alla tourte aux blettes nizzarda con le bietole) non manchino paralleli simili. Oggi la scarpaccia si trova nei forni e nelle pasticcerie di Viareggio tutto l'anno, ma la sua stagione "vera" resta la tarda primavera-estate, quando le zucchine novelle con il fiore sono al loro meglio, un'eco diretta della sua origine come ricetta stagionale legata all'orto. Ingredienti (dosi per circa 5 torte) • 4 uova • 500 g di zucchero • 800 g di latte • 100 g di olio extravergine di oliva • Vaniglia, q.b. • 600 g di farina • 1,2 kg di zucchine • 1 pizzico di sale Preparazione In una ciotola, lavorate le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto omogeneo. Aggiungete poco alla volta il latte e l’olio extravergine di oliva, continuando a mescolare. Unite quindi la vaniglia e, per ultima, la farina, incorporandola gradualmente per evitare la formazione di grumi. Dovrete ottenere una pastella fluida e piuttosto liquida, simile a quella delle crêpes. A questo punto aggiungete le zucchine, precedentemente lavate e tagliate a fettine sottili, amalgamandole delicatamente alla pastella. Completate con un pizzico di sale. Versate il composto in una teglia da forno e distribuitelo in uno strato uniforme. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180–200 °C per circa 30–40 minuti, fino a quando la superficie sarà ben dorata e la scarpaccia avrà raggiunto una consistenza compatta ma morbida. Lasciate intiepidire prima di servire. Il consiglio: per una scarpaccia dalla consistenza tradizionale, non esagerate con lo spessore dell’impasto nella teglia: dovrà rimanere piuttosto bassa. ----- Questa ricetta ci è stata gentilmente concessa da: Forno Pistilli Via S. Martino 137 – 55049 Viareggio (LU) Tel. +39 345 2176281 fornopistilli@gmail.com
- Qui Roma... La nevicata di agosto!
Ormai ci aspettiamo di tutto... ma questo fenomeno in pieno caldo torrido non è dovuto al cambiamento climatico, è uno degli appuntamenti cardine dell’estate romana, in grado di generare una connessione unica tra cittadini, visitatori internazionali e l’anima più autentica di Roma. Tra fede e folklore, tra storia e leggenda Roma respira tutto e trasforma questo mix in arte e celebrazione che poi diventa tradizione, ove si perde il confine tra la realtà documentata e quella tramandata. Accade quindi così che il 5 agosto di ogni anno sul colle più alto dei sette colli di Roma, l’Esquilino, una grande nevicata artificiale rinnova il ricordo di un episodio che risale ad oltre 1600 anni fa. Gli storici citano un racconto tramandato da un manoscritto del XIII secolo secondo il quale, sotto il pontificato di Papa Liberio, un nobile e ricco patrizio romano di nome Giovanni insieme a sua moglie, non avendo figli, decise di offrire i propri beni alla Vergine Maria per la costruzione di una chiesa a lei dedicata. La Madonna accolse il loro desiderio ed apparve in sogno ai due coniugi nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 352 d.C. indicando il luogo dove sarebbe sorta la chiesa. La mattina dopo i coniugi andarono a raccontarlo al Papa... il quale aveva fatto lo stesso sogno... e recatisi immediatamente sul colle Esquilino lo trovarono coperto di neve in piena estate! Il pontefice tracciò il perimetro dell'edificio seguendo quello della superficie innevata e su quello fu costruita la chiesa che fu detta Liberiana, mentre dal popolo fu chiamata “ad nives” (della neve). Già da questo si capisce come fede e folklore camminino paralleli e concretamente oggi si riflettono nella doppia rievocazione del "Miracolo della Neve" che avviene nello stesso giorno, dentro la Basilica e sulla piazza antistante, con modalità differenti. Sacro e profano convivono, producono arte e partecipazione, alimentando in vari modi la tradizione. Il momento liturgico centrale si svolge nella chiesa durante la messa mattutina e vespertina, quando al canto del Gloria e del Magnificat da un'apertura del soffitto a cassettoni scende una pioggia di migliaia di petali di rosa bianchi che simbolicamente richiamano la neve, ma anche la purezza della vergine Maria. Scesa la sera e quindi il buio, tutta la piazza si trasforma in un grande teatro a cielo aperto dove va in scena una intensa nevicata artificiale a più riprese (ad ognuna delle quali corrisponde un coro di ooohh!!! di meraviglia ed entusiasmo), tra spettacoli di luci, musica e poesia, finché tra i fiocchi di neve un'artista di danza acrobatica e aerea spicca il suggestivo "volo dell'angelo della pace", figura femminile che volteggia in cielo con grazia infinita (appesa ad una gru...) sospesa sulla folla... tutta con il naso all'insù. Ma prima ancora di divenire una celebrazione il miracolo della neve è un racconto affidato all'arte: i petali bianchi rievocano la leggenda davanti agli occhi dei fedeli nello stesso luogo in cui mosaici, bassorilievi e dipinti la custodiscono da secoli. Nel corso della storia diversi pontefici ne hanno arricchito l'architettura e le opere d'arte facendone uno dei simboli della cristianità e si conservano qui, infatti, diverse raffigurazioni del miracolo della neve disposte lungo un itinerario che accompagna il visitatore dalla facciata fino al cuore della basilica. Tutte queste opere in cui il soggetto rimane lo stesso ma cambia il linguaggio, testimoniano come la leggenda abbia continuato ad essere reinterpretata adattandosi al gusto e alla sensibilità delle diverse epoche. La devozione non rimase confinata all'Esquilino (solo in Italia si contano 152 edifici sacri fra chiese, santuari, basiliche minori, ecc. intitolati alla Madonna della Neve); il culto produsse una straordinaria diffusione di questa leggenda, nata a Roma e divenuta patrimonio dell’arte europea. La chiesa che vediamo oggi non è quella antica ma fu ricostruita su quella da Papa Sisto III pochi decenni dopo, utilizzandone i materiali di risulta, per farne il più importante santuario mariano a memoria del Concilio di Efeso (431 d.C.) che sancì la verginità della Madonna e quindi il concepimento divino di Cristo. Da allora, divenne Basilica di Santa Maria Maggiore proprio per indicare la sua prevalenza su tutte le altre chiese dedicate alla Madonna; è basilica giubilare per cui ha la sua Porta Santa ed è una delle quattro basiliche cattoliche maggiori del mondo (si trovano tutte a Roma), considerata la Betlemme d'Occidente per le reliquie che custodisce. È qui infatti che sono custodite alcuni assi di legno che la tradizione identifica con i resti della mangiatoia in cui fu deposto Gesù a Betlemme, da cui anche il nome di "Santa Maria ad Praesepem", divenendo uno dei simboli del Natale romano e della devozione al mistero della incarnazione. Ma non solo... i motivi della centralità di questa Chiesa nella devozione dei romani sono tanti: nella Cappella Paolina, costruita da Papa Paolo V Borghese, è custodita l'icona della Madonna "Salus Populi Romani" (salvezza del popolo romano), che la tradizione vuole sia stata dipinta dall’evangelista e artista San Luca, protettore dei pittori; anche il suo braccio, incapsulato nell’argento, è tra le reliquie custodite qui. Nel corso della storia più di un pontefice si è rivolto a lei nei momenti di pericolo per la salvezza della città o dell'umanità. Nel passato remoto e più recente, durante l'epidemia di peste del 509 d.C., Papa Gregorio Magno la portò in una storica processione attraverso la città per implorarne la fine. Altrettanto fece Papa Gregorio XVI nel 1837 durante l'epidemia di colera. Durante la Seconda guerra mondiale Papa Pio XII la invocò per la salvezza della città alla vigilia dello scontro frontale tra l’esercito tedesco e quello alleato. Tutti episodi conclusisi positivamente. Nel presente... come dimenticare il 27 marzo 2020, durante la pandemia da Covid, Papa Francesco nella piazza deserta e piovigginosa di San Pietro, da solo, che prega questa icona? Durante il suo pontificato, prima e dopo ogni viaggio apostolico Jorge Mario Bergoglio si recava sempre a Santa Maria Maggiore per meditare davanti all'icona ed è proprio qui che nel suo testamento ha disposto di essere sepolto: primo Papa fuori dalle mura papali. La sua tomba semplice, senza particolare decoro e con una semplice lastra con la sola scritta "Franciscus" è anch'essa meta di pellegrinaggio. Infine, tra le tradizioni più suggestive della Basilica c'è anche quella della campana detta "La Sperduta": ogni sera poco dopo le 21 i suoi rintocchi ricordano un'altra leggenda del XVI secolo, secondo cui una pellegrina smarrita diretta a Roma, dopo aver pregato la Madonna venne miracolosamente guidata verso la chiesa dai rintocchi e lasciò poi una rendita affinché quella campana continuasse a suonare ogni notte. Il fatto accadde alle due di notte... ma oggi la campana suona in un orario più adatto alla vita del quartiere, per una santa buonanotte. Nessuna documentazione certa; storia, leggenda, tradizione ed arte si mescolano a Roma e in particolare qui alla Betlemme d'Occidente, Santa Maria Maggiore, ad Nives... ad Praesepem... Ce n'è abbastanza per recarsi qui il 5 agosto. Ogni anno fedeli e turisti da ogni parte del mondo si radunano qui e lo suggerisco ai nati in questo giorno... per un compleanno con i fiocchi! L'edizione 2026 della nevicata è stata dedicata a Papa Leone XIV, alla memoria di Papa Francesco e alla speranza della pace nel mondo.
- Ospiti a cena (A1)
Hai invitato i tuoi amici a cena, ma non vuoi spendere troppo. Per fortuna al supermercato ci sono tante offerte! Osserva le offerte del supermercato, scegli cosa comprare e prepara la lista della spesa. Alla fine, presenta il tuo menù e spiega perché hai scelto questi piatti.
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- Paywall | Dante Sydney
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- Alexandra Guelfi | Dante Sydney
Italian tutor, Alexandra Guelfi, will help you learn Italian. Alexandra (Poppy) Guelfi Tutor Book now Bio Alexandra was born in Italy and attended high school and university in Florence. She first studied Philosophy at the University of Florence and then she graduated with a Bachelor's degree in Educational Sciences. She worked as a teacher in Italy until moving to Sydney in 2009. Alexandra received a TESOL Certificate in Teaching Languages at the University of NSW. Since then, she has enjoyed teaching Italian to adults and children through various community colleges, Italian language organisations and private high schools in Sydney. Alexandra has also been providing private tuition in Italian language and culture, both face-to-face and online. She is known for her personalised approach to her classes. Alexandra is also a qualified yoga and meditation teacher. If you’d like to know more about our Italian lessons, email our courses’ convenor at: enquiries@dantealighieri.com.au
- Giorgia Pempinello | Dante Sydney
Italian born tutor Giorgia Pempinello will help you learn Italian. Giorgia Pempinello Tutor Book now Bio Giorgia was born and raised in Milan, Italy. With a mother who teaches English and a grandmother who used to teach French, she grew up surrounded by a deep appreciation for languages. This environment sparked her passion from an early age. She attended a language high school where she studied French, Spanish, and English, and later earned a degree in Linguistic Sciences at the Università Cattolica del Sacro Cuore in Milan, graduating with highest honours with a focus on Russian and English. After completing her studies, Giorgia moved to Australia with the goal of pursuing a Master’s degree in Teaching, a path inspired by the rewarding experiences she had as a language educator in Italy. Over the course of four years, she worked as a private language tutor, taught French at a French cultural centre, and worked in a private early childhood school where she introduced children, aged 3 to 10, to the English language. Now, Giorgia is ready to take on a new challenge: exploring the world of teaching in Australia by sharing the Italian language with Australian learners. Through her lessons, she aims to pass on not only the language but also the traditions, customs, and culture of the beautiful country where she was born and raised. If you’d like to know more about our Italian lessons, email our courses’ convenor at enquiries@dantealighieri.com.au









