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- Italiano Tales
Ready to embark on a journey through the enchanting world of Italian storytelling? We are delighted to present "Italiano Tales: Unlocking the Power of Words," a unique reading and language course that will immerse you in the beauty of Italian literature while expanding your language skills. From August 22nd to October 24th, we invite you to join our collective reading sessions, where we will explore captivating tales together. During these interactive sessions, we will not only read aloud but also provide translations whenever necessary. The course encourages discussions and conversations in both Italian and English, allowing you to find the best ways to express your thoughts and interpretations. Additional info: https://www.dantealighieri.com.au/service-page/b1-b2-italiano-tales-the-power-of-words
- A New Way of Being Italian Through the Lens of Hip Hop
Despite Italy’s rich history of cultural diversity, dominant social and political discourses continue to perpetuate the country’s self-perception as a culturally, racially, and religiously homogenous nation. In this context, Italian youth of migrant background are caught in an in-between position where they are not immigrants (being born and/or raised in Italy), but they are nonetheless excluded from complete belonging. This is particularly apparent in the case of Italian youth of African descent who are also subjected to both systemic and everyday racialisation. In this talk, Margherita Angelucci presents findings from her doctoral research suggesting that cultural practices like Hip Hop music offer alternative forms of belonging and identification that allow Afroitalian youth to articulate complex transcultural identities spanning beyond the dichotomy Italian / immigrant. Through practical examples from songs, music videos and lyrics, we will see how Afroitalian rappers are introducing new cultural and linguistic elements in Italian music, standing as evidence of the increasing transculturality in contemporary Italy. The event will be ONLINE at this link: https://us06web.zoom.us/j/84102140645
- Scusarsi attraverso le culture: Emailed apologies by Australian learners of Italian
In using language, we have the ability to cause change in the world – to evoke emotion, to shift perception, to make or break connections. Apologising is a key strategy for restoring or maintaining balance in our relationships, and this is particularly true when you are a student apologising for not having completed your academic duties. In this talk, I will explore strategies used by Australian learners of Italian to apologise to their teachers via email. This investigation will consider the learners’ use of Italian in comparison to native speakers of Italian and native speakers of Australian English, and comment on some key cross-cultural differences between these groups. THE EVENT WILL BE ONLINE AT THIS LINK: https://us06web.zoom.us/j/81178098179
- “There Are Gains in the Losses”: Beyond ‘Authenticity’
Finding Relevance in the Imperfect Italo-Australian Vernacular This presentation makes complicated the seemingly straightforward correlation between language and community. I situate my discussion in Melbourne’s Italian Museum, Museo Italiano where, in 2017-18, community members were invited to share their experiences and perspectives to help find points of future relevance in the Italian migrant story for the community museum and the community more broadly. As participants walk through the exhibition, the use of a Standard Italian incorporated as soundscape, for object labelling and in interpretive text throughout the gallery becomes an unexpected point of contention and prompts in many, the recollection of the use of language as a historic and political indicator for levels of social standing and refinement, of being ‘more’ or ‘less’ Italian. Their comments expose some of the ‘cultural baggage’ associated with learning, and indeed, leaving language at school. Thinking through these experiences, I ask, how might the addition of alternative representations of language as fluid, dynamic and as a process of whole body listening complement and enhance traditional attitudes to language as a skill to be perfected? Ultimately, this presentation argues that transitions in language, if framed as the result of changing social conditions and as a celebration of the diasporic experience can potentially revitalise the value of community language learning: there is relevance and hope in acknowledging the imperfection.
- Arti scritte, Laboratorio Internazionale istituito dalla Società Dante Alighieri
E' in corso la seconda edizione di Arti scritte, Laboratorio Internazionale istituito dalla Società Dante Alighieri, in collaborazione con PdiPigna, per valorizzare la scrittura in tutte le sue forme. Avete tempo fino al 9 luglio per partecipare al concorso gratuito L'occhio deve viaggiare – Moda, forme e riflessi. Si tratta di scrivere un racconto o di realizzare un disegno accompagnato da un breve testo, prendendo ispirazione da un abito o da un accessorio capaci di rispecchiare lo spirito di un'epoca. Per maggiori informazioni cliccate qui.
- REMINDER EVENTO: VENEZIA AL TEMPO DI CASANOVA
Non mancate a questo evento online martedì 23 maggio ore 18:00 AEST (10am ora italiana).
- Venezia ai Tempi di Casanova
La città di Venezia è famosissima per la sua atmosfera di festa. Il 21 maggio è la Festa della Sensa (l’Ascensione), quando i Veneziani festeggiano la ricorrenza religiosa a modo loro, ossia celebrando il matrimonio tra Venezia e il mare. Per ricordare questo evento emblematico nel calendario veneziano, l’autore Andrea Perego parla dei personaggi iconici si una città’ iconica, immergendosi nei testi e nelle opere d’arte come quelle dei vedutisti, e nelle avventure di Casanova, uno dei veneziani più famosi – o famigerati – del 700. Andrea Perego è giornalista, scrittore e archivista. Con Supernova ha già pubblicato la raccolta “Racconti in cornice, Casanova a Berlino”, tradotto in francese, inglese e tedesco. Il romando Le leggi del Tempo, tradotto in inglese, e Barbara – Un affare di Stato, anch’esso tradotto in inglese. Martedì 23 maggio alle ore 18.00 (alle 10:00 ora italiana) su piattaforma ZOOM cliccando sul link: https://uni-sydney.zoom.us/j/84344456041 Vi aspettiamo numerosissimi, come al solito.
- La Traversata Notturna, Andfrea Canobbio
Autore: Andrea Canobbio Titolo: La traversata notturna Editore: La Nave di Teseo Presentato da Elisabetta Rasy Parte come un memoir La traversata notturna di Andrea Canobbio, ma diventa subito un potente romanzo famigliare dei nostri giorni, toccando con originalità e intensità il sentimento delle radici che ognuno di noi a suo modo coltiva. Tanto più convincente la storia che Canobbio ci racconta perché lo scrittore evita i modi della saga o delle reminiscenze sentimentali per inoltrarsi in una sorta di ricerca del tempo perduto che, come in un’antica epopea, si dilata in spazi ed epoche distanti, in un sapiente andirivieni tra passato e presente. Il presente sono le peregrinazioni nella sua città, Torino, che è allo stesso tempo santuario dei ricordi, palcoscenico di una danza di spettri, e geografia esotica da decifrare come una terra straniera. Il narratore, chiedendo aiuto agli antropologi del passato, si fa etnologo della propria tribù famigliare mentre si muove sulle per lui misteriose tracce della vita del padre, come una sorta di nuovo Telemaco che in cerca di Ulisse si aggira per contrade lontane, qui rappresentate da fragili reliquie: lettere del perduto amore dei genitori, agende di una fitta e difficile quotidianità, reperti medici della depressione paterna che renderà agli occhi del figlio il capofamiglia una figura irraggiungibile e dolorosa. Forse quasi tutte le famiglie felici si somigliano, certo ogni famiglia infelice lo è a suo modo, un modo che per essere narrativamente convincente deve saperne restituire l’originalità. È la sfida che Canobbio vince, anche in virtù di una prosa perfetta e di una lingua fresca, limpida e insieme colta, il cui tono famigliare non diventa mai banalmente confidenziale mentre mette in scena questa toccante storia italiana e racconta, come in un’intima epopea, ciò che ci lega e ciò che ci allontana dalla nostra origine.
- La Sibilla. Silvia Ballestra
Autore: Silvia Ballestra Titolo: La Sibilla. Vita di Joyce Lussu Editore: Laterza Presentato da Giuseppe Antonelli A un certo punto della storia, si capisce che la libertà è un bene che può valere la vita. Così è stato durante gli anni del regime fascista e della guerra voluta dal dittatore Mussolini. Quel punto può ripresentarsi in qualunque momento. L’unico modo per capirlo è averlo vissuto o poterlo rivivere attraverso un racconto. Grazie a Silvia Ballestra, la straordinaria vita di Joyce Lussu rivive nelle pagine di un libro affascinante e imprevedibile com’era lei. Una sorta di valigia a doppio fondo, come quelle con cui superava i posti di blocco nazifascisti. C’è il romanzo di una vita e dentro una vita romanzesca; c’è la grande storia e dentro una grande storia d’amore: quella tra la sibilla Joyce ed Emilio Lussu; c’è la lingua agile del racconto e dentro le tante lingue parlate da una cittadina del mondo. Romanzo «di fame e di vita» e di fame di vita, vicenda di viaggi e di fughe (in questo senso, romanzo d’evasione), emozionante inno alla resistenza, all’indipendenza, alla libertà. Tutto questo è La Sibilla di Silvia Ballestra. E per questo, come amico della domenica, ho deciso di candidare il libro al Premio Strega 2023.
- Online vs face-to-face teaching & learning: teaching during COVID-19
14 July 2020 di Antonella Beconi* Does remote learning facilitate learning? I work as a tutor for Italian at the Centre for Continuing Education at the University of Sydney. Semester 1 of 2020 started as a usual semester. In Mid-March, due to the COVID-19 outbreak, all the teaching was moved online through the software Zoom. Undeniably, the virtual learning environment gives access to progress with the learning experience to remote students there are some challenges. The problems we faced during the semester were already underlined from other scholars of online and distance learning. Firstly, teachers and students need to possess the necessary hardware, software, a very good internet connection and a peaceful place where to use it. We have all experienced internet connection issues; the dark squares of the turned-off cameras and pets, or family interruptions during our zoom meetings. Not to mention the ability of the students dealing with the specific technical competence required. Therefore, as Smith & Ayers noticed in 2006, sometimes remote learning may hinder rather than enhance learning and understanding (Smith & Ayers, 2006). Which language skills improved most? The lack of Kinetic features like face and body language was substituted by the use of the chat, the whiteboard and PowerPoints, which are all written and grammatic-based tools. The use of these thus brings us to the same conclusion of Fredrickson & Oliveira (2019) who conducted an American study among ESL students. The study reveals that online learning experiences have a positive effect on English reading and writing skills. But in contrast, English listening and speaking skills didn’t improve as much. Is a face-to-face good teacher also a good online teacher? It is a common myth assuming that a face-to-face good teacher can easily become a good online teacher (Davis & Rose, 2007). Already in 2009 researchers found out the teaching skills and approaches needed in distant learning are different from those used in a face-to-face course (Compton, 2009). Every teacher and tutor experienced what Eas ton in 2003 claimed: in addition to the usual skills requested for an effective face-to-face teaching an online teacher needs to have virtual management techniques, skills to engage students through virtual communication and a paradigm shift in perceptions of instructional time and space (Easton, 2003). This shift in perceptions means the class time is no longer scheduled in a precise moment but instead distributed over the entire week if you include all the preparation work behind it. In fact, it became a necessity for both students and teachers to check email messages or websites daily and we perceived the amount of work as increasingly out of proportion. Which skills are required for online tutoring? Most importantly, the online teacher needs community-building skills to encourage socialisation, participation and collaboration; activities that are crucial for a positive remote learning experience (Hampel & Stickler, 2005; Jones & Youngs, 2006). The online teacher needs to build a group rapport so the learning environment feels less distant. Hampel & Stickler theorize a pyramid of skills required for online tutoring. On the first three levels, there are the basic skills, which are of course the competence in the use of computers and the software. But, on the fourth level of required skills, we find online socialization. Indeed, for high-quality online interaction, we need to establish a sense of community and trust (Salmon, 2003). The fifth level of skills requires the online teacher to be an effective facilitator of communicative competence. This skill builds upon the successful socialisation of students and the promotion of social cohesion: interaction between participants is crucial and can be achieved in an online course thro ugh task design. Creativity and choice are the sixth level of skills since ‘searching, evaluating and repurposing of materials’ are important web literacy skills. The seventh and highest level of skills for online language teaching is the ability to develop a ‘personal teaching style, using the media and materials to their best advantage, to form a rapport with the students and use the resources creatively for an active and communicative language learning. While technical and software specific skills are easy to learn, other skills, such as facilitating online socialising and community building, can be more challenging. Nonetheless, these skills are essential in order to promote social cohesion that is necessary for meaningful communicative interaction (Compton, 2009). Without a creative teacher, t he Internet can at best function as a convenient materials resource and communication vehicle (Felix, 2003). What will be the future of teaching after COVID-19? Connectedness; Rapport building; Belongingness and a positive non-threatening atmosphere are all crucial features for a positive and constructive teaching for both methods: face-to-face as well as online learning. Even if in the latter, skills differ. “Even though future teachers will most certainly not be replaced by computers, computer-using language teachers will replace those teachers who do not use computers” (Hegelheimer, 2006, p. 117). References Compton, L. K. L. (2009). Preparing language teachers to teach language online: A look at skills, roles, and responsibilities. Computer Assisted Language Learning, 22(1), 73-99. Davis, N., & Rose, R. (2007). Research Committee Issues Brief: Professional Development for Virtual Schooling and Online Learning. North American Council for Online Learning. Easton, S. S. (2003). Clarifying the instructor’s role in online distance learning. Communication Education, 52(2), 87-105. Felix, U. (2003). Teaching languages online: Deconstructing the myths. Australasian Journal of Educational Technology, 19(1). Fredriksson, A., & Oliveira, G. M. d. (2019). Impact evaluation using Difference-in-Differences. RAUSP Management Journal, 54(4), 519-532. Hampel, R., & Stickler, U. (2005). New skills for new classrooms: Training tutors to teach languages online. Computer Assisted Language Learning, 18(4), 311-326. Hegelheimer, V. (2006). When the technology course is required. Teacher education in CALL, 117-133. Jones, C. M., & Youngs, B. L . (2006). Teacher preparation for online language instruction. Teacher education in CALL, 267-280. Salmon, G. (2003). E-moderating: The key to teaching and learning online: Psychology Press. Smith, D. R., & Ayers, D. F. (2006). Culturally responsive pedagogy and online learning: Implications for the globalized community college. Community College Journal of Research and Practice, 30(5-6), 401-415. *Antonella Beconi è tutor, CCE Convenor for Italian courses, e PhD candidate presso il Department of Italian Studies, University of Sydney. E’ membro del comitato della Dante Alighieri Society Sydney
- Letter to the Dante Alighieri Society Sydney, no. 1
26 Agosto 2020 di Dr. Maria Teresa Piccioli Gentilissimi Presidente della Dante Alighieri di Sydney e Professoresse Cirigliano Perna e Beconi, al Presidente Fabio Carosone un ringraziamento particolare per aver organizzato una Conferenza di grande attualita’ via zoom sui neologismi: “La lingua Italiana che cambia”. A Concetta ed Antonella complimenti per l’interessante intervento. Grazie per il vs eccellente contributo. La nostra lingua e le lingue sono necessariamente in costante evoluzione per esprimere nuovi concetti e quindi sono comprensibili i neologismi soprattutto nei campi della scienza e della tecnologia. Sono poi recentemente entrati a fare parte “del gioco” i mass media ed i politici con termini quali: flat tax, spending review ecc. I calchi sono in diminuzione: il ricalco di modelli stranieri utilizzati negli anni 60 es. grattacielo per skyscraper e il fine settimana tratto da week-end. In Italia ci sono pochi interventi normativi (a parte quelli della Crusca) in paragone alla Francia che aspira molto a criteri di “purezza della lingua”. Da non dimenticare sono le recentissime ricerche di Adamo e Della Valle in collaborazione con il CNR dalle quali risulterebbe che nella lingua italiana 1 parola su cinque sia stata presa in prestito dall’inglese in modo particolare nell’ambito dei mass media e della politica. Nuovamente complimenti e cordialità, Dr. Maria Teresa Piccioli
- La gestione italiana del COVID-19 che il resto del mondo vuole seguire
25 agosto 2020 di Dr. Gabriele Abbondanza* La pandemia da COVID-19 è stata ed è tuttora al centro delle maggiori discussioni nazionali ed internazionali, per una serie di ragioni del tutto evidenti. Riconosciuto ufficialmente nel dicembre dello scorso anno in Cina, in poco più di otto mesi il virus SARS-CoV-2 ha infettato più di 23 milioni di persone, e portato al decesso di oltre 800.000 di esse. L’infezione è subdola a causa della sua sintomatologia inizialmente simile a quella delle comuni influenze, ma anche a causa della sua capacità di infettare le persone più rapidamente di queste ultime. È in tale contesto che l’Italia si è ritrovata ad essere uno dei primi Paesi colpiti al di fuori dell’Asia, ed il primo Paese occidentale ad affrontare una situazione di grave emergenza. I molti contatti delle aziende italiane con cittadini stranieri all’epoca ignari di aver contratto l’infezione, la scarsa conoscenza che si aveva della malattia nei primissimi mesi del 2020, e la conseguente assenza di protocolli affidabili da seguire – inclusa la differente gestione dell’epidemia da parte delle diverse Regioni italiane – hanno fatto sì che l’Italia diventasse per un breve periodo l’epicentro del COVID-19 tra i Paesi occidentali. Il risultato è purtroppo sotto gli occhi di tutti: oltre 260.000 casi confermati e più di 35.000 decessi. Durante il picco del contagio, verso la fine di marzo, in Italia si registravano quasi 1.000 decessi al giorno mentre medici e infermieri combattevano con le terapie intensive piene e gli ospedali intasati. Sia la politica che la magistratura sono all’opera per capire a fondo dove e quando siano stati commessi degli errori, e chi possa avere una responsabilità diretta. Il picco del contagio della cosiddetta “prima ondata” è tuttavia alle spalle, e il dramma dei mesi scorsi è una cicatrice indelebile che deve mostrarci la via da seguire d’ora in avanti. L’Italia è infatti riuscita a controllare l’epidemia, ad “appiattire la curva” dei contagi, a quasi annullare il numero di decessi quotidiani, e a ridare speranza non sono agli Italiani, ma anche a tutti quei Paesi che sono ancora nel pieno del contagio. L’economia sta gradualmente ripartendo, il turismo estivo non ha dovuto cestinare un intero anno, gli Italiani stanno tornando a vivere con cautela e attenzione alle misure anti-contagio, e le strutture ospedaliere sono molto più preparate a gestire i nuovi casi che arriveranno in questi mesi. Tutto questo è stato ottenuto con sforzi difficilmente descrivibili, e con una disciplina nel rispettare il severo contenimento (il “lock down”) che ha stupito e catturato l’attenzione di osservatori di tutto il mondo. Il primo che non solo ha spezzato una lancia in favore dell’Italia, ma ha esplicitamente auspicato di seguirne l’esempio è il Prof. Paul Krugman, Premio Nobel per l’economia ed economista di fama internazionale. In un suo editoriale del 23 luglio scorso, si chiedeva perché “l’America di Trump non può essere come l’Italia”? Dopo aver tracciato le terribili fasi iniziali dell’epidemia in Italia, Krugman è passato a descrivere la famosa inefficienza della burocrazia italiana, l’elevato debito pubblico, e la tendenza italiana a non rispettare sempre le regole. Eppure il Premio Nobel ha sottolineato come, a dispetto di tutto ciò, l’Italia sia riuscita a contenere l’epidemia in tempi rapidi e abbia fornito un esempio al resto del mondo. In fondo, come ci ricorda egli stesso, l’Italia ha sofferto così tanto perché è stata colpita prima di altri. In altre parole, perché tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, quando l’infezione iniziava prender piede nel Nord, si sapeva poco o nulla di essa, o di come fosse meglio gestirla. La gestione italiana del COVID-19, una volta compreso cosa fosse necessario fare, è servita a molti altri Paesi, diversi dei quali hanno poi avuto un numero tristemente maggiore di morti in rapporto alla popolazione (si pensi a Spagna, Regno Unito, Andorra, Perù, e Belgio, per non parlare di quegli Stati i cui dati sono meno credibili). Più recentemente, è stato Jason Horowitz del New York Times ad analizzare il caso italiano, assieme alla grande differenza tra la gestione di Roma agli inizi dell’epidemia e quella degli ultimi mesi. Nel suo articolo del 31 luglio scorso, il giornalista statunitense scrive che “dopo un inizio di grande difficoltà, il Paese è passato dall’essere un paria al diventare un modello, per quanto imperfetto, di come contenere il virus, con lezioni sia per i suoi vicini che per gli Stati Uniti”. Sottolineando come circa la metà delle infezioni e dei decessi sia concentrata in una sola regione tra le 20 del Paese – la Lombardia – Horowitz spiega come oggi l’Italia abbia uno dei tassi di decessi più bassi del mondo. Nel suo articolo, inoltre, si pone molta enfasi sul fatto che Roma abbia deciso di seguire le indicazioni di medici, scienziati, e politologi esperti di politiche sanitarie, lamentando invece un approccio del tutto differente dall’amministrazione di Washington. Nella sua conclusione, Horowitz chiede di tenere alto il livello di attenzione contro negazionisti del virus e politici che sfruttano la comprensibile frustrazione delle persone per scopi elettorali, e si auspica che altri Paesi possano seguire il modello italiano. È di pochi giorni fa, infine, l’articolo di Latika Bourke, pubblicato sul Sydney Morning Herald il 21 agosto. La giornalista australiana, conscia della decisione semi-autoritaria del governo australiano di impedire non solo gli ingressi, ma anche le uscite dall’Australia, ha scritto di essersi sentita più benvoluta in Italia che nel suo stesso Paese. In viaggio verso la Puglia dal Regno Unito, ha fornito una descrizione dettagliata del viaggio in aereo, delle misure di controllo, e del rispetto di esse da parte dei viaggiatori, rimanendone molto colpita. Una volta raggiunto il mare, ha descritto ai lettori australiani l’abitudine europea di utilizzare i lettini da spiaggia, il che rende facile calcolare il numero massimo di persone che possono entrare in spiaggia nel rispetto delle norme vigenti. Bourke ha concluso dicendo che il suo viaggio in Italia ha rappresentato la prova di come si possa convivere con il virus in sicurezza. Una storia a lieto fine, dunque? Non proprio, dal momento che non può esistere un finale allegro per questa pandemia, non con tutta la sofferenza che ha creato. È tuttavia possibile – doveroso, anzi – imparare a rialzare la testa in maniera intelligente e sicura, imparando dagli errori commessi, stabilendo regole chiare per eventuali situazioni analoghe, e potendo così pensare più serenamente al futuro. L’esperienza italiana volge in tal senso, e non deve dunque sorprendere che, dopo mesi estremamente cupi, il mondo inizi a vedere l’Italia come un esempio utile di chi è caduto per primo, ma per primo si è anche rialzato. Ciò che più conta, a questo punto, è farsi trovare pronti per la “seconda ondata” di contagi che verosimilmente si presenterà nei prossimi mesi, imparando dalle tragiche lezioni della prima. *Il Dr. Gabriele Abbondanza è ricercatore e docente di politica e relazioni internazionali presso il Department of Government and International Relations, University of Sydney. E’ Vicepresidente della Dante Alighieri Society Sydney
- Letter to the Dante Alighieri Society Sydney, no. 2
20 Agosto 2020 di Paolo Totaro AM Cari Fabio, Antonella, Concetta, thank you for “La lingua italiana che cambia: imbarbarimento o arricchimento?”, an online talk prepared and presented with real skill. It explored the assumption that Italian language change can be good or bad and if bad, neologisms should be proscribed by L’Accademia della Crusca. I liked Concetta’s examples, chosen with tongue in cheek. The fact is, modern linguistics avoid value assessments preferring functional ones. That is, whether a change in the way we speak serves or not a function among the people who use it -families, tribunals, parliaments, media and so on. If English is the prime means of communication in Australia, the complementary use of ”community” languages is a most effective aid to communication. And if English and other languages influence each other, English is the lingua forte –the imperial language that Latin once was, in which the laws are written. Continuous transformations happen in the language of the media, the sciences, the law. In literature, who would dream today of criticising a Joyce or a Gadda for their revolutionary use of language in the XX century? And of course, poetry uses all transformative means at its disposal -now even more than at the time of Dante when it acted as midwife to our new language. As to the term imbarbarimento, any currency it has is because of the value-neutral etymology: oi Barbaroi were foreigners -only later became rude, primitive, uncouth. Living as we do in an English dominated soundscape, pronunciation, choice of words have been real barriers to economic/cultural advancement. These are facts of life for many, if not most, second-generation immigrants. And those chains of relationships in shops as in schools as in workplaces, are factories of neologisms, of wonderful clusters of word-sounds bravely offering alternatives to obsolescent originals, easily changing as localities, needs, generations do change. Many years ago, researching reasons for disadvantage among immigrants, and ways out of it, I learned that, to understand, one had to shift continually from linguistics to economics, and to other seemingly unrelated disciplines. It was and is an incredibly complex field which has been ploughed through by distinguished scholars, of which certainly I am not one. So, at this point, I would need a sociolinguist to guide me. Not having one at the ready, let me conclude by repeating the obvious, basic reality. Living languages change to adapt. There is nothing inherently bad or good in that process. Except that when languages stop to change they become like Latin and Sanskrit. Venerated, studied but as dead as John Cleese’s parrot. Un’ultima riflessione. Ieri mi e’ sembrato che l’Accademia della Crusca fosse vista come magistratura che ancora oggi aggiudica cosa va e cosa non va nell’evoluzione dell’italiano. Ma se si va sul sito dell’Accademia, si viene corretti. Anche l’AdC si rinnova. Mi e’ stato suggerito di leggere Elogio dell’italiano, un libro-intervista tra il presidente della Accademia della Crusca, Claudio Maruzzini, e una giornalista professionalmente eccellente, che sintetizza in modo limpido la posizione attuale dell’Accademia. Passo a voi il suggerimento e concludo con una osservazione non mia: “Comunque, forse questo puo’ servire da sprone alla Dante Alighieri di Sydney ad esprimersi di più in italiano, la lingua che ha il compito di promuovere. L’Alliance Française ha un comportamento diverso. Il fatto stesso che la Dante si rivolga ai suoi interlocutori spesso in inglese indica che l’italiano è una lingua debole. Il fatto di rinunciare ad usarla di più ne è prova. Quindi perchè lamentarsi dell‘imbastardimento quando la Dante stessa sembra insicura del valore del nostro idioma?”
- Il “successo sostenibile” della manifattura delle Porcellane Ginori: un modello societario del 1735
Letter to the Dante Alighieri Society Sydney, no. 1 27 ottobre 2020 di Riccardo Bencini* Un esperimento geniale e un tantino stravagante. Con queste suggestive parole Ernesto Ragionieri ebbe a definire l’iniziativa imprenditoriale avviata nel 1735 dal marchese Carlo Ginori nella località collinare di Doccia in Sesto Fiorentino, distante otto chilometri da Firenze. Iniziativa che, a distanza di quasi tre secoli, continua a rappresentare indiscusso simbolo d’eccellenza nella produzione delle porcellane, trasformate in espressioni artistiche. La celebre Manifattura è il risultato non soltanto di una idea illuminata del patrizio Ginori ma, soprattutto, di una conduzione ispirata e proiettata a quello che la recente versione del Codice di Autodisciplina delle società quotate definisce «successo sostenibile». Non è agevole riempire di contenuti questo neologismo di matrice anglosassone: successo sostenibile significa, in estrema sintesi, creare valore nel lungo termine, non soltanto per gli azionisti; tenere conto, secondo la definizione del Codice stesso, degli interessi dei c.d. “stakeholders” rilevanti per la società. Dunque assumere un ruolo sociale, valorizzare la comunità ed i valori che essa conserva, diventandone progressivamente parte osmotica. Obiettivi strategici di «successo sostenibile» che si individuano nel ripercorrere i tratti salienti della storia della Fabbrica della Bellezza. Il punto di partenza era ben chiaro al fondatore Ginori: non sarebbe stato sufficiente l’acquisto delle attrezzature e degli strumenti di ogni genere per tornire, scolpire, modellare, dipingere. Neppure sarebbe bastato reperire i pregiati materiali a tal fine necessari, al tempo rari. Per realizzare il suo colto e raffinato progetto occorrevano le persone, ritenute l’«assetto» più importante dell’impresa. Occorreva, soprattutto, che i primi lavoranti, coloni analfabeti impiegati nell’azienda agricola della famiglia Ginori, fossero istruiti dai più esperti del settore affinché potessero imparare alla perfezione ogni fase della produzione delle porcellane: dalla lavorazione delle terre, alla cottura, sino alla decorazione. A questo scopo vennero finanziate numerose spedizioni navali dalla Toscana verso l’Oriente, e ingaggiati i maestri delle arti decorative provenienti dall’Austria, dalla Cina, dalla Francia. Fin dall’avvio, sotto il granducato dei Lorena, non mancarono le preoccupazioni contabili: dal 1748 al 1758 il deficit annuale registrato raggiunse i milletrecento ducati. Nonostante ciò, al guadagno il fondatore della Manifattura anteponeva costantemente l’onore. Dal carteggio ancora oggi conservato nell’archivio di famiglia si apprende un costante flusso informativo fra Carlo Ginori ed i suoi abili collaboratori nell’intento di perfezionare ogni dettaglio tecnico per indirizzare la produzione della Manifattura verso livelli qualitativi elevati, anche in ambito internazionale. Con il passare degli anni, grazie alla straordinaria creatività d’ingegno ed alla abnegazione degli addetti – i quali tramandavano con orgoglio il mestiere alle successive generazioni – arrivarono i primi brillanti risultati, al punto che i capolavori dell’arte italiana riprodotti in porcellana erano ambiti da ogni famiglia reale. L’impresa acquisì pertanto solidità, soprattutto di carattere morale. Alla morte del marchese Carlo Ginori, avvenuta nel 1757, la Manifattura, avviata con l’impiego di pochi coloni, garantiva lavoro ad 80 artefici, esclusi i direttori ed il personale di fatica. Anche il suo successore Lorenzo continuò a condurre la Manifattura con reale larghezza. Tali furono i capitali da lui impiegati per accrescere la fama dell’azienda che, spaventato egli stesso dalla cifra immensa che rappresentavano, volle che fossero bruciati i libri nei quali stavano scritte le uscite affinché, come egli disse «i posteri non dovessero ad esso rimproverare di averli gettati via o impiegati a sì picciol saggio». Pur senza lesinare denari, Lorenzo commissionò, tuttavia, ad un esperto economista francese l’incarico di svolgere una relazione tecnica dettagliata della Manifattura, che oggi potrebbe definirsi due diligence, volta a fotografare il suo stato economico nell’anno 1760 per capire come garantirne la continuità aziendale. Ancora una volta, non era tanto il guadagno ad ispirare la gestione dell’impresa, quanto il profitto declinato in valore a vantaggio della comunità. Proseguì indefessa l’opera di assunzione dei migliori esperti dell’epoca, di fidelizzazione dei lavoratori mediante la costruzione di abitazioni, collocate nelle vicinanze della Fabbrica e concesse in locazione a condizioni di favore, nonché l’istituzione di una scuola di disegno per incrementare la manodopera specializzata. Nel 1781 le maestranze, salite al numero di 150, furono elogiate dal marchese Lorenzo con parole colme di calore e riconoscenza: «industriosi e abili manifattori, che quantunque nati nelle case rustiche di campagna di Doccia, sotto la continua scuola che si tiene nella Fabbrica, si sono resi e si rendono di padre in figlio atti alle diverse arti e mestieri». Tale adeguato assetto organizzativo venne preservato ed implementato dalle successive generazioni di nobili Ginori i quali ebbero l’intuizione di realizzare nel 1829 una società di mutuo soccorso per assistere gli operai caduti in malattia, nonché di creare una banda musicale ed altre attività ricreative per alleviare, nell’ottica del comune benessere, lo spirito dei tanti lavoranti. Nel 1865, anche a causa di una grave crisi dell’industria della paglia che impiegava le c.d. trecciaiole, il marchese Lorenzo II decise di assumere nella Manifattura, per la prima volta in Italia, personale femminile, così incrementando il numero degli addetti i quali continuavano a ritenersi privilegiati di imparare le tecniche di un mestiere così complesso. Crebbe parimenti il successo della Manifattura delle porcellane che, forte di uno stabile e filantropico assetto proprietario, nonché di un’efficientissima guida amministrativa, riuscì ad affermarsi in ogni parte del mondo, vincendo le più prestigiose competizioni d’arte internazionali. Grazie alla fortunata iniziativa dell’imprenditore Carlo Ginori, proseguita dai suoi instancabili epigoni, la vita della celebre Manifattura si legò in modo indissolubile a quella degli abitanti di Doccia al punto da segnare, per oltre due secoli, le sorti, non solo economiche ma soprattutto culturali, della città di Sesto Fiorentino. Su impulso del marchese Ginori, il 9 marzo 1873 un decreto reale sancì l’istituzione a Sesto Fiorentino, prima in Italia, di una «Scuola di Disegno Industriale per i giovani che [volevano] prepararsi ad esercitare le arti decorative e più specialmente la ceramica». Superate le difficoltà del periodo napoleonico, delle guerre mondiali, degli attacchi nazisti volti a sabotare i macchinari e depredare le opere più preziose, nonché della dichiarazione di fallimento avvenuta nel 2013 da parte del Tribunale di Firenze, non resta che augurarsi che la Manifattura delle Porcellane di Doccia esca indenne anche dalla pandemia nella speranza di celebrare i trecento anni di longevità, così confermando il suo «successo sostenibile». * Riccardo Bencini è Professore a contratto di Diritto Commerciale all’Università di Firenze e Avvocato del Foro di Firenze
- The Demonic Origin of Carnival and the Masks. Carnival masks are beings of the Netherworld, Demons.
22 December 2020 di Antonella Beconi* . Carnival plays an important role all over Italy. Every town has got its own ad in my city is a big event. Everyone starts to speak about it, to work for it already in November if not even earlier. People build huge float wagons, sew costumes, create masks. Carnivals time lasts at least for five weeks. My city is called V……Viareggio! As for many things regarding western culture all began in the ancient Greece. At that time they had festivities called Eleusinian mysteries and Dionysian mysteries. Only followers wearing masks could take part at these festival which included wine, food, music, dance some orgiastic ritual and other interesting thing like tear apart animals with bare hands and eat their raw meat. Also the Romans had an unrestrained, orgiastic festivity that overturned the social norms: Saturnalia. Not only food and wine, but also gambling and social egalitarianism: master provided service for their slaves. During that time slaves were free and one slave was nominated King of the festivity. He wore a mask, had every power and at the end he was sacrificed (but that happened only at the very beginning..). He was the personification of an underworld deity, responsible for the custody of the souls of the dead, but also the patron of the caountryside and harv est. Those “Time of Fools”, time of uncontrolled frenzy, were all agricoltural festivals where the underworld dominated the upperworld. As the society was mainly agricoltural people needed fertility rites and they were exactly that: festival for earth’s fertility. To generate a new plant, the seed must spend a period of time in the ground, underground and there in Hell, are the powers of life, the underground Divinities, the demons, the souls of the ancestors that evoked by special rites will appear on the earth, will exert their strength and will start the eternal return of the production cycle: birth – grow –death. More unrestrained will be the joy, more abundant will grow the harvest and happier will be the year for the community. This is why we can find demons and animal mask in all Carnival through Europe. The most famous demoniac mask of all is Harlequin. He’s represented wearing a black mask with a devilish expression and a hint of a horn on his forehead and a multicolor dress (no other masks used it). Someone could say that Harlequin is a poor servant and used to live and walk under the sun, though his face should be tanned or dirty not black. On the same way you could explain the dress: it’s multicolor because Harlequin is poor and he had to patch his dress. Ok, but he didn’t need so many. His costume represents the color of the spring: the green of the leaves and the various colors of the flowers. Harlequin mask Nowadays we don’t need these fertility rites any more. The modern society allows the individual to determine his own behavior. The world becomes changeable, the “time of Fools” no longer exist and become everyday life. Carnival disappears with its Chaos, no more devils, orgiastic time or madness, but it become a civil party a representation. Many masks will end in anonymity, others will wear civilian clothes. Just one, Harlequin, is unchangeable and still a symbol of Carnival: to remind us that the demon is an essential part of life. . Bibliography Calendoli, Giovanni. L’Attore. Storia di un‘arte. Roma, Ediz. dell’Ateneo, 1959. Piero Camporesi, II libro dei vagabondi. Torino: Giulio Einaudi,. 1973. Adriano Magli. Lo spettacolo sacro. Guanda 1964 Paolo Toschi. Le origini del teatro italiano. Einaudi 1955 Dolores Turchi. Maschere, miti e feste della Sardegna. Newton Compton Editori – Roma 1990 – Raffaello Marchi. Le maschere barbaricine. La Nuova Italia, 1951 James G. Frazer, a Study in Magic and religion. Newton Compton 2006 Karl Meisen: Die wilde Jagd: Die Sagen vom Wütenden Heer und Wilden Jäger Muenster 1935 . Online sources: Niccolo’ Machiavelli: Canti Carnacialeschi : Il canto dei Diavoli http://it.wikisource.org/wiki/De%27_diavoli_iscacciati_di_cielo Dante Alighieri: the Divine Comedy. Inferno: The Malebranche (Evil Claws) Cantos XXI e XXII http://en.wikipedia.org/wiki/Alichino_(devil) Lorenzo il Magnifico: Il corteo di Bacco e Arianna http://colecizj.easyvserver.com/pimedtr1.htm (Italian and English version) Branduardi (YouTube) Camerata mediolanense (YouTube) Larva meaning of the word: Italian sources: http://www.sapere.it/enciclopedia/larva.html http://lucalunati-archeologia.blogspot.com.au/2010/12/i-saturnali-roma.html http://www.summagallicana.it/lessico/t/tripudio.htm English sources: http://www.thefreedictionary.com/larvae descrizione della bauta o larva : http://aliceeangela.altervista.org/CARNEVALE/lidia/venezia3/LIDIA3.htm Mamuthones e sos Issohadores: http://www.mamoiada.net/ILCarnevaleSardo[1].pdf . *Antonella Beconi è tutor, CCE Convenor for Italian courses, e PhD candidate presso il Department of Italian Studies, University of Sydney. E’ Vice Presidente del comitato della Dante Alighieri Society Sydney
- The Book Club of the Dante Alighieri Society Sydney
Cari amici, siamo lieti di presentarvi il gruppo di lettura LibrInsieme della Dante Alighieri Society di Sydney rivolto alla letteratura italiana contemporanea e moderna (in lingua italiana). Il gruppo è nato nel Novembre 2020, e come per molte realtà nate in quel periodo, la pandemia ha reso inevitabile che gli incontri fossero tutti in modalità da remoto (tramite Zoom Call). Ciò ha tuttavia consentito la partecipazione attiva di molte persone residenti in Australia (e non soltanto a Sydney) ma soprattutto ci ha permesso di abbinare l’attività del book club con quello che riteniamo una specie di fiore all’occhiello del gruppo, ossia l’INCONTRO CON L’AUTORE/AUTRICE dopo avere discusso insieme il libro letto. Ogni libro viene esaminato in un ciclo di 3 incontri: presentazione del libro e dell’autore/autrice, discussione di gruppo sul libro e incontro finale con l’autore/autrice in diretta dall’Italia. I lettori leggono il romanzo individualmente tra un incontro e il successivo e si riuniscono con una cadenza bisettimanale con una video-chiamata di gruppo (Zoom call) in orario preserale (generalmente di mercoledì). Ecco i libri che abbiamo letto (insieme) nel 2020/2021 Elena Ferrante – La vita bugiarda degli adulti (stante l’anonimato dell’autrice abbiamo discusso il libro con la sua più famosa studiosa accademica Tiziana de Rogatis) Sacha Naspini – Ossigeno Marta Barone – Città sommersa 12 libri finalisti del Premio Strega 2021 Piergiorgio Pulixi – Un colpo al cuore Martina Merletti – Ciò che nel silenzio non tace Francesca Melandri – Sangue giusto Moreno Giovannoni – The fireflies of autumn and other tales of San Ginese Giuliano Guareschi – Dal mondo grande Nel 2022 invece abbiamo previsto di leggere questi libri (qua in ordine alfabetico, li inseriremo a calendario poco per volta): Adesso che sei qui di Mariapia Veladiano – Guanda, 2021 – 272 pp. Alfonsina e la strada di Simona Baldelli – Sellerio Editore Palermo, 2021 – 320 pp. Fiore di roccia di Ilaria Tuti – Longanesi, 2020 – 320 pp. Il cielo sopra il Pigneto di Cristiano Ranalletta – Scatole Parlanti, 2019 – 130 pp. Il giardino dei Frangipani di Laila Wadia – Oligo, 2020 – 272 pp. La felicità del lupo di Paolo Cognetti – Einaudi, 2021 – 152 pp. Malinverno di Domenico Dara – Feltrinelli, 2020 – 336 pp. Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari di Fabio Geda – Dalai Editore, 2011 – 155 pp. Ogni angelo è tremendo di Susanna Tamaro – Bompiani, 2013 – 268 pp. P. La mia adolescenza trans di Fumettibrutti – Feltrinelli, 2019 – 208 pp. (illustrato) Se fosse tuo figlio di Nicolò Govoni – Rizzoli, 2019 – 304 pp. Nel 2021 abbiamo avuto l’onore di diventare Presidio Letterario nell’ambito della Dante Alighieri e a seguito di ciò abbiamo molto volentieri partecipato alla votazione popolare per il Premio Strega 2021, che ci ha permesso di leggere, discutere e votare ben 12 libri nell’arco di 2 mesi (!). Per maggiori informazioni ed iscrizioni inviate una email a bookclub@dantealighieri.com.au. Buona lettura! Per farvi un’idea di come funziona il Book Club date un’occhiata al video girato per il Premio Strega: Video Premio Strega
- The Book Club of the Dante Alighieri Society Sydney
Cari amici, siamo lieti di presentarvi il gruppo di lettura LibrInsieme della Dante Alighieri Society di Sydney rivolto alla letteratura italiana contemporanea e moderna (in lingua italiana). Il gruppo è nato nel Novembre 2020, e come per molte realtà nate in quel periodo, la pandemia ha reso inevitabile che gli incontri fossero tutti in modalità da remoto (tramite Zoom Call). Ciò ha tuttavia consentito la partecipazione attiva di molte persone residenti in Australia (e non soltanto a Sydney) ma soprattutto ci ha permesso di abbinare l’attività del book club con quello che riteniamo una specie di fiore all’occhiello del gruppo, ossia l’INCONTRO CON L’AUTORE/AUTRICE dopo avere discusso insieme il libro letto. Ogni libro viene esaminato in un ciclo di 3 incontri: presentazione del libro e dell’autore/autrice, discussione di gruppo sul libro e incontro finale con l’autore/autrice in diretta dall’Italia. I lettori leggono il romanzo individualmente tra un incontro e il successivo e si riuniscono con una cadenza bisettimanale con una video-chiamata di gruppo (Zoom call) in orario preserale (generalmente di mercoledì). Ecco i libri che abbiamo letto (insieme) nel 2020/2021 Elena Ferrante – La vita bugiarda degli adulti (stante l’anonimato dell’autrice abbiamo discusso il libro con la sua più famosa studiosa accademica Tiziana de Rogatis) Sacha Naspini – Ossigeno Marta Barone – Città sommersa 12 libri finalisti del Premio Strega 2021 Piergiorgio Pulixi – Un colpo al cuore Martina Merletti – Ciò che nel silenzio non tace Francesca Melandri – Sangue giusto Moreno Giovannoni – The fireflies of autumn and other tales of San Ginese Giuliano Guareschi – Dal mondo grande Nel 2022 invece abbiamo previsto di leggere questi libri (qua in ordine alfabetico, li inseriremo a calendario poco per volta): Adesso che sei qui di Mariapia Veladiano – Guanda, 2021 – 272 pp. Alfonsina e la strada di Simona Baldelli – Sellerio Editore Palermo, 2021 – 320 pp. Fiore di roccia di Ilaria Tuti – Longanesi, 2020 – 320 pp. Il cielo sopra il Pigneto di Cristiano Ranalletta – Scatole Parlanti, 2019 – 130 pp. Il giardino dei Frangipani di Laila Wadia – Oligo, 2020 – 272 pp. La felicità del lupo di Paolo Cognetti – Einaudi, 2021 – 152 pp. Malinverno di Domenico Dara – Feltrinelli, 2020 – 336 pp. Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari di Fabio Geda – Dalai Editore, 2011 – 155 pp. Ogni angelo è tremendo di Susanna Tamaro – Bompiani, 2013 – 268 pp. P. La mia adolescenza trans di Fumettibrutti – Feltrinelli, 2019 – 208 pp. (illustrato) Se fosse tuo figlio di Nicolò Govoni – Rizzoli, 2019 – 304 pp. Nel 2021 abbiamo avuto l’onore di diventare Presidio Letterario nell’ambito della Dante Alighieri e a seguito di ciò abbiamo molto volentieri partecipato alla votazione popolare per il Premio Strega 2021, che ci ha permesso di leggere, discutere e votare ben 12 libri nell’arco di 2 mesi (!). Per maggiori informazioni ed iscrizioni inviate una email a bookclub@dantealighieri.com.au. Buona lettura! Per farvi un’idea di come funziona il Book Club date un’occhiata al video girato per il Premio Strega: Video Premio Strega










