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- 'Il dolce far niente'. Listening Practice (B1/B2)
Esercizio 1: Ascolta l’audio e seleziona l’opzione corretta. Clicca QUI . A. Melissa vuole: andare a Siena perché è a due passi fare i tour turistici fare poco e niente perché è stanca B. Secondo Melissa "non fare nulla" significa: non lavorare fare qualcosa d'interessante non fare niente C. Per oziare Melissa: sta in un bar e si gode il momento gioca a carte con dei signori fa la degustazione dei vini D. Melissa mentre è al bar parla con: 1. Dei signori che giocano a carte 2. Delle signore 3. Lorella Risposte corrette: A3, B1, C1, D2 Esercizio 2: Ascolta ancora l’audio e associa le espressioni ai significati corrispondenti. a. perdersi b. è quì a due passi c. non ho la minima voglia di d. bizzarra e. mi sono resa conto f. è scontato g. ho scambiato due parole h. oziare i. toccasana 1. ho chiacchierato 2. non me la sento minimamente 3. è ovvio 4. una cosa/azione salutare 5. ho capito 6. è poco distante 7. non fare nulla 8. strana 9. camminare senza una destinazione precisa Risposte corrette: a9, b6, c2, d8, e5, f3, g1, h7, i4. Esercizio 3: Scrivi una pagina di diario in cui descrivi cosa significa per te “il dolce far niente”. Testo dell’audio: 26/05/2023 Caro Diario, mi trovo in questo bellissimo borgo immerso nelle campagne della Toscana. È così magico perdersi nelle viuzze storiche che non mi viene né di andare a Siena, che è qui a due passi , né di fare le visite guidate. Ho affittato una Vespa con cui posso muovermi senza problemi ma oggi non ho la minima voglia di fare qualcosa d'interessante. Ho chiesto consiglio a Lorella, la proprietaria dell’appartamento in cui soggiorno, se ci fosse qualche cosa di tranquillo e rilassante da fare e lei mi ha proposto le terme ed il museo, ma non mi va di fare né uno né l'altro, sono troppo stanca! Allora molto semplicemente mi ha detto: "dedicati al dolce far niente, sei in vacanza in Italia, non devi costantemente impegnare il tuo tempo con cose da fare". Mi è sembrata un'idea bizzarra , ho pensato: "Sono in vacanza, è scontato che tutto quello che faccio sia rilassante”. Invece no, mi sono resa conto che io considero il 'fare nulla' il 'non lavorare'. Ma anche quando fai qualcosa come un giro al museo o in un palazzo storico stai comunque facendo qualcosa che ti richiede energia e concentrazione". Allora eccomi qui, seduta ad un tavolino di un barettino molto carino in una via piena di carattere. Ho preso un espresso, ho letto il giornale, ho fatto le parole crociate e ho scambiato due parole con delle signore italiane. Mentre scrivo faccio delle pause per ammirare ogni particolare di queste case, mi immagino ad abitarci come una vera italiana, per di più ascolto le discussioni divertenti dei signori che giocano a carte. Godersi le cose semplici e oziare è davvero un toccasana , mi sento già meglio. Forse questa sera posso fare la degustazione dei vini! Melissa
- Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano
Ed eccomi qui, scrittrice in erba, a presentare agli appassionati lettori di questa newsletter una mostra che rappresenta un affascinante viaggio nel passato tra mito, tradizione e superstizione, e che ho visitato nella mia città natale, Reggio Calabria. Tuttavia, questo viaggio non ha inizio nella punta dello Stivale, bensì a San Casciano dei Bagni, in Toscana, dove nel 2022 è stata fatta una scoperta sensazionale, frutto di certosino lavoro tra acque termali e fanghi. Parlo del più grande rinvenimento di statue in bronzo di età etrusca e romana mai scoperto nell’Italia antica e uno dei più significativi di tutto il Mediterraneo, subito dopo la scoperta dei “Bronzi di Riace”. Questo tesoro è di inestimabile valore per tutte le tradizioni, i riti, i rituali, la sapienza, la conoscenza e le credenze etrusco-romane che porta con sé. La mostra, intitolata “Gli Dei ritornano. I bronzi di San Casciano”, è allestita presso il Museo Archeologico di Reggio Calabria, che ospita i celebri Bronzi di Riace, e rimarrà aperta fino al 12 gennaio 2025. L’esposizione comprende oltre venti statue e statuette che raffigurano delle divinità ma anche dei devoti , insieme a centinaia di monete in bronzo ed ex-voto anatomici. Questi reperti narrano una storia di devozione, di culti e riti, ospitati in un luogo sacro dove l’acqua termale veniva utilizzata anche a fini terapeutici. San Casciano dei Bagni è storicamente un sito noto per le sue sorgenti di acqua termale e si pensa che in età antica la fonte di acqua termale del Bagno Grande fosse dedicata a diverse divinità, tra cui Igea, Apollo, Fortuna Primigenia, e anche Iside, tutte collegate ad aspetti della salute. La maggior parte degli ex-voto rinvenuti, ancora in fase di studio, sono considerati doni offerti agli Dei in segno di gratitudine per guarigioni avvenute. L’ottimo stato di conservazione delle statue è probabilmente dovuto al fatto che siano state seppellite con attenzione, poiché il bagno era stato colpito da un fulmine e, secondo il principio dell’ ars fulguratoria (l’arte di interpretare i fulmini), di tradizione etrusca, ciò che all’interno di un tempio o di un santuario veniva colpito da un fulmine doveva essere sepolto sul luogo stesso del prodigio e il fulmine stesso doveva essere “sepolto”… La mostra segue le tappe della scoperta e della storia di questo luogo sacro, offrendo un’esperienza coinvolgente per i visitatori. All’ingresso, un video informativo presenta immagini e testimonianze del curatore degli scavi e degli archeologi che hanno riportato alla luce ciò che era stato sepolto per volere divino. Attraverso le varie stanze dedicate all’esposizione, si sviluppa l’esperienza dell’archeologo, un viaggio in ambienti bui illuminati solo da citazioni di vari scrittori di epoca romana, alla scoperta della pratica della sepoltura dei luogi colpiti dall’ira degli Dei. Si passa quindi ad uno spazio dedicato alla folgore, il fulmine sepolto di cui sopra, rinvenuto nello strato superficiale del bagno e che potrebbe appunto rappresentare un fulgur conditum (il rito del fulmine sepolto). Continuando, si arriva alla sala principale dove si possono ammirare diverse opere, tra cui una statua in bronzo raffigurante una figura femminile con le mani aperte in preghiera, avvolta in un mantello. Vi è anche la base di un donario in travertino, decorata con un’iscrizione bilingue, in etrusco e in latino. La statua che però mi ha più colpita è quella di un corpo esile e fragile, che esprime un senso di implorazione, probabilmente di un devoto e in netto contrasto con i possenti guerrieri bronzei al piano di sotto del museo o con le statue delle divinità a cui siamo abituati. E ancora, si possono ammirare riproduzioni di neonati in fasce, di donne e di organi, che sorprendono per la cura dei dettagli e la conoscenza dell’anatomia. Queste opere, oltre a meravigliare, suscitano una profonda sensazione di pena, sofferenza e compassione per quelle vite malate che avevano riposto la loro sorte nel volere delle divinità. Intorno al visitatore, le pareti blu simboleggiano l’acqua purificatrice, in sintonia con l’intento dei frequentatori dei bagni di affidarsi alle divinità attraverso le acque termali, note per le loro proprietà benefiche e curative, per alleviare le proprie sofferenze. Una pratica che sembra non essersi mai interrotta, a San Casciano dei Bagni come in altri luoghi termali, nonostante la folgore divina. Insomma, una mostra che non lascia indifferenti, per il suo valore storico-culturale ma anche emozionale!
- Parenti in visita: la cena di Natale. Reading Comprehension (B1)
Comprensione Scritta Scenario : Sono le 19 del 24 dicembre e Lorenza Rossi ha appena saputo che il marito ha invitato il giorno di Natale (il giorno seguente) la suocera Maria, il suocero Giorgio, la cognata Irene con il compagno Marco e i loro 3 figli e due cani perché, per uno sciopero della compagnia aerea, il loro volo per Sharm el-Sheikh è stato cancellato. La suocera preparerà i secondi piatti, la cognata preparerà gli antipasti e i dolci e il marito di Lorenza ha detto che loro prepareranno un primo piatto. Dopo il panico iniziale, a Lorenza viene in mente di cercare una ricetta in internet. Il problema è che nel suo frigo e nella sua dispensa ha pochissime cose. Nel frigo trova: • Un formaggio spalmabile • Grana padano • Burro • Carne tritata • 4 lattine di birra • 2 pomodori medi • 1 limone biologici • 3 arance biologiche • Prezzemolo • Erba cipollina • 5 uova fresche Nella dispensa trova: • un pacco di riso per risotti • mezzo pacco di riso basmati • un pacco di tagliatelle all’uovo • due confezioni di lasagne già fatte • tre confezioni di tortiglioni • olio EVO • Sale fino • Sale grosso • Pepe • Curry • Zucchero Quale delle seguenti ricette (che Lorenza ha trovato su diversi blog di cucina) potrebbe preparare agli esigenti suoceri il giorno dopo? Ricetta Preparazione Opzione A: Conchiglioni Ripieni (blog: CucinareChiacchierando) In un tegame ampio tritare finemente gli spicchi d’aglio e farlo soffriggere senza farlo bruciare in 8 cucchiai d’olio, aggiungere gli champignons puliti e tagliati e fateli cuocere a fuoco vivo. Al termine della cottura aggiungete il prezzemolo tritato e salate. Nel frattempo, preparate la besciamella. In un altro tegame fate saltare i cubetti di prosciutto con le zucchine tagliate a pezzettini e due cucchiai di olio, fino a che le zucchine non si saranno intenerite. In un frullatore mettete i funghi (tranne 3-4 cucchiai che terrete da parte), le zucchine, il prosciutto, metà besciamella, 50 g di Grana Padano e 50 g di pecorino grattugiati; frullate alla minima velocità per pochissimi istanti. Nel frattempo, lessate i conchiglioni, scolateli quando saranno molto al dente. Riempite i conchiglioni con il composto ottenuto, aiutandovi con un cucchiaio, e adagiateli uno vicino all’altro in una teglia oliata; riempite con i conchiglioni ripieni tutta la teglia, poi unite i funghi tenuti da parte alla besciamella rimasta e con la crema di besciamella e funghi ottenuta, ricoprite i conchiglioni, poi spolverizzateli con il restante Grana Padano grattugiato e poneteli in forno sotto il grill qualche minuto. Opzione B: il Risotto (blog: NorthJersey) Mettete da parte la polpa degli scampi e tritate grossolanamente le carcasse che vi serviranno per preparare il brodo con cui irrorare il riso durante la cottura. Allungate il brodo di crostacei con 250 ml di acqua calda e lasciate cuocere per 10 minuti a fuoco basso. Nel frattempo, tagliate la polpa degli scampi a pezzetti e fateli soffriggere per 2 minuti in una padella contenente 2 cucchiai di olio e l'aglio schiacciato. A questo punto procedete con il risotto: in un tegame capiente mettete 50 gr di burro a fondere e aggiungete lo scalogno tritato, lasciatelo appassire e poi unite il riso. Fate tostare per qualche minuto e aggiungete poco alla volta lo Champagne (a temperatura ambiente), fino a terminare la bottiglia. Continuate la cottura del riso, aggiungendo il brodo di crostacei filtrato poco alla volta, fino all’esaurimento e all’avvenuta cottura del riso (16-17). Quando il riso sarà al dente, aggiungete la polpa degli scampi e amalgamate. Spegnete il fuoco e poi aggiungete il burro rimasto (30 g) insieme ad una generosa manciata di prezzemolo tritato. Impiattate il risotto allo champagne e scampi cospargendolo con un po’ di pepe e ancora del prezzemolo tritato. Opzione C: le Tagliatelle (blog: RicettaSprint) Sbucciate le arance, cercando di prelevare solo la parte esterna della buccia evitando quella bianca. Quindi riducete la scorza di 1 arancia a julienne, mentre l'altra potete lasciarla intera. In una padella ampia scaldate l’olio con il burro a fuoco molto basso e quando quest’ultimo sarà sciolto, versate la scorza di arancia tagliata a julienne e fatela dorare leggermente mescolando di tanto in tanto; mentre la scorza intera potete tuffarla in un tegame con acqua calda. Fate bollire le scorze in modo che rilascino il loro aroma. Nel frattempo, in una ciotola versate i tuorli (dovranno essere freschissimi) e unite l’acqua a temperatura ambiente, quindi sbatteteli con una forchetta e aggiustate di sale e pepe. Scolate le scorze di arancia quindi lasciate che l'acqua riprenda il bollore mentre preparate la pasta da tuffare non appena sarà a temperatura. A questo punto cuocete le tagliatelle per 3-4 minuti o per il tempo riportato sulla confezione nella stessa acqua in cui avete bollito le scorze. Poi scolate le tagliatelle e passatele direttamente nella padella in cui avete fatto saltare le scorze di arancia tagliate a julienne; mescolate con una spatola e aromatizzate con l’erba cipollina. Versate poi i tuorli sbattuti con l’acqua e mantecate velocemente a fuoco basso. Quindi spegnete il fuoco, unite il Grana Padano DOP grattugiato e servite le tagliatelle all’arancia ben calde! Opzione D: le Lasagne (blog: Vale Cucina e Fantasia) Preparate un trito di scalogno e fatelo soffriggere in una casseruola insieme a 4 cucchiai di olio. Aggiungete i carciofi tagliati a fettine, lasciateli soffriggere a fuoco medio e aggiungete un bicchiere di vino bianco; aggiustate di sale e pepe, quindi terminate la cottura dei carciofi fino a che non saranno ben teneri. Tagliate a fette o a pezzi, come preferite, la caciotta e il taleggio, a cui toglierete la crosta. Ora passate alla composizione della lasagna: in una pirofila da forno, versate un paio di cucchiai d'olio e di besciamella e preparate il fondo della lasagna. Adagiate il primo strato di lasagne e ricopritelo con i carciofi, con il Grana Padano grattugiato e con le fette di formaggi. Coprite con la besciamella e spolverizzate con altro Grana Padano. Quindi proseguite con gli strati fino all'esaurimento degli ingredienti. Infine, spolverizzate con il Grana Padano e infornate per 45 minuti a 180 gradi, o fino a che la superficie della pietanza non sarà diventata dorata. Produzione in Cucina Prepara una delle quattro ricette, quella che ti ispira di più, e posta la foto nei commenti qua sotto. Buon appetito! Adattato liberamente da Punto Virgola.
- La Sagra della Nivola: Celebrazione di un paesino abruzzese
La Sagra della Nivola: una sagra meravigliosa per un dolce amato da tutti. Le nivole – o le ferratelle, o le pizzelle – sono biscotti abruzzesi. Sono croccanti e deliziosi, e possono essere mangiati da soli o riempiti con miele, noci o anche con la Nutella. La forma è proprio bella e delicata perché i biscotti sono cucinati con un ferro speciale. Ogni anno in agosto, il villaggio di Sorbo (provincia dell’Aquila, Abruzzo) è affollato di gente – tutti tornano al paese per Ferragosto e per la Sagra della Nivola, una celebrazione tradizionale. Essendo un’italo-australiana che abita a Sydney, sono cresciuta con i racconti di questo periodo meraviglioso e ricco di festeggiamenti, durante il quale il piccolo villaggio in cui è nata mia nonna diventa l’epicentro di grandi celebrazioni. Sognavo di esserci, di avere l’opportunità di partecipare. Qualche anno fa, il mio sogno si è realizzato. La mattina della Sagra, mi sono alzata presto. L’aria sembrava diversa, piena di eccitazione e aspettative. Appena sveglia, ho percepito che la giornata sarebbe stata speciale. I festeggiamenti sarebbero cominciati nel tardo pomeriggio, quindi abbiamo passato una giornata tranquilla, bevendo caffè e preparandoci per la serata. Intrecciavo i capelli delle mie cuginette mentre mia zia finiva le ultime cuciture sul vestito che doveva indossare quella sera. Sono momenti difficili da descrivere, di una bellezza dolcissima, questi momenti domestici in famiglia, queste piccole attività di organizzazione e preparazione prima della festa – ancora più preziosi quando sono nuovi, come lo erano per me, e quando succedono nella cucina in cui è cresciuta la nonna! Poi è arrivato il momento di affrettarci: dovevamo essere pronte per la processione, con cui inizia la Sagra della Nivola. Avevo visto tante foto della processione – la gente in vestiti tradizionali contadini, gli uomini che portavano gilè e calzini lunghi, le donne che indossavano abiti lunghi con grembiuli e veli bianchi. Mentre mi preparavo per la processione, mia zia è entrata in camera, un vestito scuro in mano. Era il vestito che aveva cucito per sé, ma insistette che lo indossassi io. Lo infilai delicatamente, e poi mia zia mi aiutò a fissare il velo fermamente nei capelli. Mi fissai nello specchio, incantata. Con addosso il vestito della zia, mi sentivo proprio privilegiata. Stavo per partecipare a una celebrazione che avevo tanto sognato, ed era un momento surreale. Con solo qualche minuto d’anticipo rispetto alla processione, ci siamo precipitate fuori di casa. Tutti noi che dovevamo partecipare alla processione ci siamo disposti in una lunga fila, con in mano i cesti di nivole. L’aria era carica di eccitazione. Ricevuto il segnale, abbiamo cominciato a camminare lentamente per la strada, verso la piazza. Le strade erano affolate di gente, c’era musica ad alto volume e i tamburi rimbombavano contro gli edifici intorno. Siamo arrivati in piazza accompagnati dall’applauso della gente. Mi sentivo piena di gioia, circondata dal movimento, dalla musica e dal sole – era un momento stupendo. Dopo una serie di spettacoli in piazza, balli e musica, ci siamo riuniti – sempre in piazza – per mangiare, cantare, e ballare ancora. Durante tutta la serata, sono stata circondata dalla mia famiglia. Dalle sorelle della mia nonna, dai cugini, dalle zie e dagli zii. Mi presentavano ai nostri compaesani, mi portavano la pasta e il vino da assaggiare, ballavano con me mentre il sole tramontava. Questa Sagra, che per anni avevo conosciuto soltanto attraverso foto e racconti, in quel momento accadeva intorno a me. Mi trovavo al centro di questa celebrazione, e adoravo ogni istante. Se volete saperne di più, potete guardare questa puntata dell’Invitato Speciale con Gianni Gadaleto, che è stata registrata alla Sagra della Nivola 2024: https://www.youtube.com/watch?v=nFfFju0cQRQ&ab_channel=L%27invitatospeciale
- Qui… Sardegna!
Chi dice Sardegna pensa “MARE”, specialmente se è agosto e si trova in Italia, o nell’inverno australiano e sogna il caldo estivo. Non sarà deluso chi inseguendo il sogno ci andrà veramente! Soprattutto se appena arrivato all’aeroporto, uno qualsiasi (Olbia, Cagliari, Alghero: vanno tutti bene) corre subito al porto e si imbarca (meglio se a vela, il paesaggio scorre più lento e la colonna sonora non è il motore ma il vento). Da quel momento, tra mare e cielo si lascerà alle spalle ogni affanno della vita o del viaggio, insomma un imbarco che è una specie di approdo al paradiso terrestre. Tutto il resto verrà da sé: navigando tra l’azzurro del cielo terso e quello del mare cristallino, c’è solo da scegliere dove approdare veramente, mentre la costa scorre davanti come in un documentario sulla Sardegna, perché è talmente bello che sembrerà proprio un sogno... forse ispirato dalla TV rimasta accesa quando ci addormentiamo sul divano. Visto che qui stiamo sognando, immaginate di scendere a terra in una caletta che si chiama “Cala di seta”, in dialetto locale “Calasetta”, un nome che la dice tutta sulle meraviglie di questo mare e racconta qualcosa di dimenticato che evoca i corredi delle nonne: il “Bisso”, la seta che viene dal mare, pregiatissima lavorazione della lanuggine che viene secreta dalla Pinna Nobilis , il mollusco bivalve più grande del Mediterraneo (può arrivare a un metro e venti di altezza!) che vive proprio qui nella laguna di Sant’Antioco, dove l’ecosistema ospita persino fenicotteri rosa. Immaginate poi in un pomeriggio assolato, dopo la mattinata in spiaggia, di prendere un autobus locale e addentrarvi nell’isola. Dovrete arrangiarvi senza indicazioni di orari né di fermate ma avrete a disposizione la gente, il contatto umano con tutte le sue luci ed ombre. Accettatele. Sant’Antioco non è fra i luoghi della movida sarda e del lusso, ma il vero lusso è proprio questo “ understatement ” che consente di scoprire la vera essenza della Sardegna. Non si esibisce e non mette pressione, ma qui c’è tutto per una vacanza autentica e all’insegna dell’arricchimento culturale. Sant’Antioco è un’isola nell’isola, collegata alla terra ferma dagli antichi romani, e si intravede ancora sotto l’acqua il ponte originario, di cui resta un tratto in superficie, oggi soppiantato da quello carrabile. È la più grande isola della Sardegna e la quarta in Italia dopo Sicilia, Sardegna ed Elba. Approdo dei primi navigatori del Mediterraneo, i Fenici, che qui fondarono Sulky, l’attuale Sant’Antioco, da cui oggi il nome di tutta la regione sarda sudoccidentale: il Sulcis . Quando Sulky commerciava con l’Oriente e rappresentava un punto di approdo fondamentale al centro del Mediterraneo, la stessa Roma non era ancora stata edificata. Non Roma quindi ma Sant’Antioco è la più antica città d’Italia! Questa rivelazione è attestata dal ritrovamento di un’antica anfora, la cui datazione risale con certezza all’800 a.C. Ma c’è di più, una civiltà ancora più antica, quella nuragica, di cui l’isola di Sant’Antioco vanta la presenza di numerosissimi resti, con le cosiddette “tombe dei giganti”, nuraghi, domus de janas e menhir. Ancora oggi queste pietre antiche continuano a vivere non solo caratterizzando il paesaggio ma partecipando alla vita stessa; è il caso degli elementi nuragici di trachite, roccia durissima, ritrovati ovunque nei campi e riutilizzati per le recinzioni. L’attualità di queste antiche pietre va ben oltre, ed è quasi surreale come i resti del primo insediamento fenicio convivano con il tessuto urbano contemporaneo. È il caso di is gruttas , un intero rione sorto sulla necropoli punica, ove le tombe ipogee non hanno mai cessato di essere utilizzate adattandosi nei secoli a nuove funzioni, come abitazioni o cantine. Un patrimonio archeologico inimmaginabile per chi si aspetta soltanto una vacanza di mare... Qui si entra in contatto con la storia e si prende coscienza dell’antichità dell’isola. Le istituzioni locali in dialogo con quelle nazionali ed europee con il progetto ”SmART - Sulky Mediterranean Art ” hanno vinto il bando di concorso e quindi ottenuto i fondi necessari per attuare un piano di recupero, valorizzazione e fruibilità. Il progetto è indirizzato interamente al Parco storico archeologico di Sant’Antioco (con un focus sull’arte), unico nel suo genere in quanto ubicato in piena area urbana e caratterizzato dalla presenza di numerosi siti di interesse storico e archeologico e musei collegati in un percorso che permette di ripercorrere la storia dell’isola attraverso il susseguirsi delle diverse civiltà che l’hanno abitata. Si va quindi dal Mab (Museo archeologico che custodisce tutto il contenuto dell’antica Sulky) al Tofet (cimitero di circa 3.500 anfore funerarie dei bambini mai nati o morti precocemente) al Museo Etnografico (che raccoglie tutti gli attrezzi della vita quotidiana passata), dal Forte Sabaudo alla Necropoli Punica e alla zona di questa divenuta Villaggio Ipogeo e rione is gruttas , dall’Acropoli all’Archivio storico. È un itinerario che si dipana tra borgo e campagna, una passeggiata con il mare sempre sullo sfondo, secondo tappe stabilite dove non ci sono orari ma guide esperte, appassionate e pazienti, in perfetto collegamento tra loro, che dai vari siti guidano la visita man mano che si forma il gruppo. Una elasticità di tempi difficile da comprendere all’inizio, ma alla fine vincente! Immaginate ora di tornare da questa escursione culturale in tempo per il tramonto. Il sole va giù molto tardi, non sarà mai tardi per la cena in un’osteria di cucina locale, perché siamo nel mediterraneo dove tutto scorre lento, è piena estate e c’è tempo per tutto. Dalle tombe e le grotte in cui siamo scesi è ora il momento di salire in alto, sugli spalti di una delle torri da cui si scrutava l’orizzonte per avvistare i pirati che infestavano questi mari, per guardare lo stesso orizzonte in tutta serenità e vederlo cambiare colore. La salita stessa sarà emozionante, perché la struttura della torre di Calasetta è intatta e si parte da un pavimento in vetro sopra un fondale di sabbia ove sono adagiati tutti i cocci di secoli rinvenuti nel mare... sarà come ripercorrere la storia camminando sull’acqua! Ma infine, in questa italica terra di santi, di poeti, ecc. ecc. chi era Sant’Antioco? È “il santo arrivato dal mare”, medico africano e maestro di vita che guariva dai mali fisici e spirituali senza chiedere ricompense ma in nome di Dio, avvicinando così il popolo pagano al cristianesimo di cui fondò qui la prima comunità. È il Santo patrono della Sardegna. L’isola gli dedica una festa tra le più suggestive d’Italia, Sa festa manna, l’evento religioso più antico in Sardegna, durante il quale la salma del santo, in una bara di vetro, viene portata in una processione che scende fino al mare, dalla Basilica in cui è custodita alla sommità del paese. Colori, sapori, canti, abiti preziosi e gesti antichi, rituali, gesti da secoli sempre uguali che mescolano il sacro al profano, fede e folklore, seguendo il filo di una geografia sentimentale e religiosa che mostra le coordinate per meglio comprendere la cultura del mare nostrum che è mare di tutti i popoli che qui si sono incontrati contaminando le loro culture. Emblematico per tutti qui è il popolo dei tabarchini, tunisini genovesi e sardi allo stesso tempo. Feste patronali, musei storici, rievocazioni e siti archeologici, la Sardegna non è solo mare, ma dal mare è arrivato tutto e arrivateci così anche voi, possibilmente in tempo per assistere il 1º agosto alla “festa grande”, sa festa manna, un esplosione di emozioni che dura tre giorni, un’esperienza multisensoriale e una sintesi della vera essenza dell’isola in un colpo solo! Per saperne di più: https://parcostoricoarcheologicosantantioco.it/ https://visitsantantioco.info/museo-diffuso/ https://www.dailynautica.com/rubriche/alla-scoperta-del-bisso-lindescrivibile-seta-di-mare-troppo-preziosa-per-essere-venduta/ https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=393697&v=2&c=3283&nc=1&sc&archivio=2&qr=1&qp=3&vd=2&sb=1
- Tempo di vacanze. Reading Comprehension (A1)
1. Leggi il breve testo sulle abitudini degli italiani in vacanza e poi rispondi alle domande di comprensione. L’estate 2024 è arrivata in Italia ed è tempo di ferie. Vediamo quali sono le abitudini degli italiani in vacanza. Anche se lontani da casa gli italiani non rinunciano mai al buon cibo. Secondo una ricerca condotta da TheFork tra i suoi utenti, per il 96% degli italiani è fondamentale mangiare sempre bene durante le ferie e non saltare mai un pasto! La meta preferita degli italiani in estate è quasi sempre il mare, seguito dalla montagna, dalle città d’arte, e infine dai laghi. Le destinazioni più richieste sono la riviera romagnola, la Puglia e la Sardegna. Quando viaggiano in Italia, gli italiani di solito si spostano in macchina o in treno, qualche volta in aereo e raramente in camper. Se vanno in un paese straniero, gli italiani approfondiscono un minimo la lingua locale. Anche se le lingue straniere sono il tallone d’Achille italiano, spesso prima di partire gli italiani studiano la lingua locale, per vivere un’esperienza completa e fare nuove amicizie. E, infine, anche in vacanza gli italiani non rinunciano mai alla lettura di un buon libro o del giornale sotto l’ombrellone, accompagnata di tanto in tanto da un sonnellino. ( Testo tratto e adattato da https://www.iodonna.it/lifestyle/viaggi/2024/07/20/italiani-in-vacanza-tra-cibo-e-nuove-lingue .) 2. Rispondi alle seguenti domande di comprensione 1. A cosa non rinunciano gli italiani in vacanza? a. Alla televisione b. Allo sport c. Al buon cibo 2. Qual è la meta preferita degli italiani per le vacanze? a. Le città straniere b. Il mare c. La montagna 3. Che mezzo di trasporto usano gli italiani per partire per le vacanze? a. L’automobile b. L’autobus c. La nave 4. Gli Italiani a. Sono molto bravi a imparare le lingue straniere b. Non sono molto bravi a imparare le lingue straniera c. Parlano più di una lingua straniera 3. Metti gli avverbi in ordine di frequenza, (1 più frequente, 7 meno frequente) A. qualche volta B. non...mai C. raramente D. spesso E. sempre F. di tanto in tanto G. Quasi sempre 1 2 3 4 5 6 7 4. Forma delle frasi come nell’esempio. Coniuga il verbo al presente e posiziona gli avverbi correttamente. Es. Mangiare la pizza il sabato sera (Chiara/qualche volta) → Qualche volta Chiara mangia la pizza il sabato sera. 1. Andare in centro in autobus (Stefania/sempre). 2. Giocare a calcio con gli amici. (Tu/spesso) 3. Andare in discoteca. (Adriana/raramente) 4. Uscire con suo fratello. (Francesco/sempre) 5. Prendere il caffè prima di andare a letto. (Io/di tanto in tanto) 6. Leggere il giornale la mattina. (Il nonno/ di solito) 7. Andare in vacanza ad agosto. (Maria/non…mai) 8. Svegliarsi presto (I bambini/quasi sempre) 9. Fare colazione al bar (Io/ a volte) ------------------ GLOSSARIO Ferie: periodo di riposo dal lavoro - Utenti: persone che usano un servizio Tallone d’Achille: debolezza SOLUZIONI 2:1.c/2.b/3.a/4b - 3:1.e/2.g/3.d/4.a/5.f/6.c/7.b - Stefania va sempre in centro in autobus, Giochi spesso a calcio con gli amici?, Adriana va raramente in discoteca, Francesco esce sempre con suo fratello, Di tanto in tanto prendo il caffe’ prima di andare a letto, Di solito il nonno legge il giornale la mattina, Maria non va mai in vacanza ad agosto, I bambini si svegliano quasi sempre presto, A volte faccio colazione al bar.
- Qui Roma... sulla soglia dell’inferno o ai confini del paradiso?
Questa sera il tormento e l’estasi sembrano incontrarsi qui, dove Via della Conciliazione finisce al cospetto della maestosità della Basilica di San Pietro , su questo confine tra due Stati, la città del Vaticano e l’Italia, uno dentro l’altro, ove il primo sta al secondo come l’ACT sta al New South Wales. Giungere su questo limite territoriale, fra la sacra piazza e la città convulsa; fra la terra infuocata e il cielo scosso dal vento, nel caldo afoso dell’anticiclone africano intrappolato tra i vicoli e l’asfalto; il traffico del centro città e la ricerca del parcheggio, al termine di una giornata di lavoro... tutto questo è già un tormento. Eppure, sembra che nulla possa impedire la magia che sta per portare paradiso e inferno a toccarsi davanti al grande abbraccio del colonnato di San Pietro, sotto il quale passanti e senzatetto cercano ristoro dal caldo e rifugio dal temporale, che si preannuncia con goccioline al momento innocue. Sole, pioggia e vento. I santi guardano dall’alto del colonnato. La pioggia smette, il sole tramonta e indora tutto come in una promessa di paradiso. Quattro stagioni in un’ora, Roma come Melbourne. Roma punto di riferimento di salvezza per Dante. Roma la prima città che viene nominata nel Canto I. San Pietro il punto di arrivo di Dante sin dall’inizio. Qui, la parola nuda e cruda si sposa con questo gran teatro che per la Divina Commedia , opera anche teatrale, è un teatro naturale ; privo di ulteriori scenografie o effetti acustici, restituirà al pubblico tutta la potenza lirica, drammatica e filosofica del Sommo Poeta nella sua naturalezza. Tra noi in questa inquietudine e la Cupola che svetta, “nel mezzo...”, la commedia divina recitata e spiegata dal Maestro Franco Ricordi: filosofo, studioso della Divina Commedia , attore e regista teatrale, direttore artistico e saggista italiano di teatro, che nel 2015 ha dato inizio ad un grande progetto su Dante, a livello filosofico-saggistico ma anche teatrale e comunicativo, interpretando canti e terzine in significativi luoghi d'arte . Ora, in occasione del Giubileo 2025, Roma Capitale sostiene il progetto “La commedia di Dante per San Pietro”. Si tratta di una sintesi delle 3 cantiche: inizia in questa serata di luglio 2024 con l’Inferno, per proseguire nel Giubileo con il Purgatorio e il Paradiso; “Per San Pietro” perché si propone di arrivare al momento in cui San Pietro entrerà in scena come personaggio. In questa serata di apertura vi è la metafora dell’Antinferno, ma tutto il primo canto è tra la paura e l’angoscia che blocca, come i vizi che incatenano l’uomo, le tre fiere che ostacolano il passo a Dante: una lonza (la lussuria), un leone (la superbia) e una lupa (l’avarizia). A dare corpo e voce, attraverso le note, a questo smarrimento, alle inquietudini interiori, è il Maestro Edoardo Rosadini, direttore d’orchestra, alla viola, per accompagnare il racconto del più grande tormento umano che sia mai stato descritto. La musica darà corpo alle parole, aprirà l’anima e ci permetterà di assorbire meglio gli endecasillabi che ascolteremo. Terzine incatenate, per sfuggire allo smarrimento, che incatenano tutto il poema. Nella piazza ancora deserta e piovosa il musicista si posiziona sul palco ed esegue una prova mentre il vento capovolge il leggìo; a fermare gli spartiti sbuca provvidenziale una molletta per i panni, il Maestro con un sorriso nello sguardo ignora ogni difficoltà e suona... Bach, l’Overture del preludio della suite n.5 in do minore e Sarabanda . Un palco scoperto e solo un piccolo tendone come riparo delle apparecchiature e della troupe, il tutto in un’area recintata per 200 spettatori seduti; ma ogni proporzione si smarrisce tra la piccolezza dell’essere umano racchiuso in quel recinto e il cammino verso Dio, davanti alla grandiosità della piazza da attraversare come per giungere alla salvezza finale. Vengono prontamente asciugati i sedili bagnati mentre stanno arrivando gli ”special guests”, un piccolo olimpo romano di personaggi illustri che hanno reso possibile l’evento, tra questi immancabile ed elegantissima spicca la mamma del Maestro Ricordi, in camicetta di mikado bianco come i suoi capelli. I curiosi di passaggio restano catturati da questo spettacolo inaspettato. Ovviamente, chi scrive non era lì di passaggio... Giungendo per tempo ho potuto cogliere tutta la meraviglia del passaggio dalla situazione di inquietudine che ha preceduto la performance magistrale fino alla pacificazione che è seguita, quasi una metafora in corpore viri del “ cammin di nostra vita ” . Dal 2015 ad oggi questa interpretazione della Divina Commedia è stata portata nel mondo in ben 23 Paesi e quattro continenti, l’auspicio è che approdi presto anche in un quinto... l’Australia. Per saperne di più: https://www.comune.roma.it/web-resources/cms/documents/la_Commedia_di_Dante_per_San_Pietroluglio2024.pdf https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2024-07/dante-san-pietro-spettacolo-teatro-franco-ricordi.html
- PizzAut: non solo pizza – Lettura ed esercizi (B1-B2)
Leggi il testo qui sotto e poi rispondi alle domande di comprensione. PizzAut non è solo una pizzeria, ma un progetto rivoluzionario che ha conquistato il cuore di molti in Italia e oltre. Con due sedi, una a Monza e l'altra a Cassina De' Pecchi (in Lombardia), PizzAut si distingue come il primo ristorante in Italia ad avere esclusivamente giovani con disturbi dello spettro autistico tra i suoi dipendenti. Nico Acampora, padre di un bambino autistico, ha avuto l'idea di creare questo spazio unico. Consapevole delle sfide che i giovani autistici affrontano nel trovare lavoro e integrarsi nella società, Nico ha voluto offrire loro la possibilità di esprimere le proprie abilità e sentirsi valorizzati. In Italia, dove 1 bambino su 77 nasce con autismo, ci sono circa 600.000 persone autistiche All'interno del ristorante, i ragazzi non solo preparano e servono le pizze, ma interagiscono anche con i clienti. Secondo Nico, questo ambiente ha trasformato radicalmente la vita dei ragazzi, rendendoli più felici e sicuri di sé. Molti di loro, che in passato comunicavano solo con i genitori, oggi gestiscono gli ordini con naturalezza. Altri, che inizialmente evitavano il contatto fisico, ora abbracciano i colleghi e gli ospiti del ristorante. E quanto alle pizze? Sono deliziose, a giudicare dalle recensioni entusiaste dei clienti. Tra i piatti preferiti c'è la "Pizza LikeABosch GourmAut", che propone ingredienti come burrata pugliese, prosciutto crudo di Parma, pomodorini siciliani e olive taggiasche. Nico non si ferma qui nei suoi progetti: punta infatti a raccogliere fondi per acquistare 107 PizzAutobus, uno per ogni provincia italiana, trasformandoli in food truck per servire pizze in progetti scolastici o in luoghi selezionati. Secondo le sue previsioni, questa iniziativa potrebbe creare opportunità di lavoro per oltre 500 giovani autistici. Ciò che inizialmente sembrava un'idea folle si è trasformato in un esempio di inclusività e promozione di valori come accoglienza e diversità. Domande di comprensione del testo: 1. Qual è l'obiettivo principale di PizzAut? a) Creare pizze originali. b) Offrire un’opportunità di lavoro a giovani autistici. c) Diventare la più grande catena di pizzerie in Italia. d) Promuovere il lavoro giovanile. 2. A PizzAut lavorano… a) …giovani autistici con i loro genitori. b) …solo giovani autistici. c) …autistici e non autistici. d) ...persone con più di 25 anni. 3. Quale cambiamento ha osservato Nico nei ragazzi che lavorano a PizzAut? a) Sono diventati più timidi. b) Hanno capito l’importanza di lavorare. c) Hanno migliorato le loro capacità relazionali. d) Hanno smesso di comunicare con i genitori. 4. La comunità e i clienti come hanno accolto l’iniziativa di PizzAut? a) Con critiche sulla qualità delle pizze. b) Con entusiasmo e recensioni positive riguardanti sia le pizze che l'iniziativa. c) Con indifferenza. d) Con proteste per l'impiego di giovani autistici. 5. Nico, il fondatore,.. a) …vuole espandere il progetto originario. b) …vuole creare un’azienda di bus. c) …ha chiesto un finanziamento alla banca. d) …è diventato molto famoso. Esercizio 1 Scegli il sinonimo corretto per le seguenti parole presenti nel testo. 1. Consapevole a) Ignaro b) Distratto c) Cosciente d) Confuso 2. Sfide a) Successi b) Difficoltà c) Soluzioni d) Opportunità 3. Abilità a) Capacità b) Debolezze c) Interessi d) Paure 4. Punta a) Mira b) Ritorna c) Esita d) Dimentica 5. Accoglienza a) Esclusione b) Rifiuto c) Ospitalità d) Indifferenza Esercizio 2 Completa le seguenti frasi con le parole mancanti prese dal testo. 1. PizzAut si distingue come il primo ristorante in Italia ad avere come dipendenti esclusivamente giovani con disturbi dello spettro ____________. 2. Nico Acampora ha avuto l'idea di creare questo ______ unico. 3. Secondo Nico, questo ambiente ha cambiato _____________ la vita dei ragazzi. 4. Le __________ entusiaste dei clienti dicono che le pizze sono deliziose. 5. Nico punta a raccogliere _________ per acquistare 107 PizzAutobus. Esercizio 3 Coniuga i verbi tra parentesi all’imperfetto o al passato prossimo. 1) PizzAut __________ (trasformare) radicalmente la vita dei ragazzi. 2) Molti di loro prima __________ (comunicare) solo con i genitori, oggi invece interagiscono con i clienti. 3) Dalla sua creazione PizzAut _____________ (conquistare) i cuori di molte persone. 4) Nel 2017, Nico Acampora ____________ (avere) l’idea di creare PizzAut. 5) Uno dei clienti _______ (scrivere): “La pizza LikeABosch GourmAut ______(essere) veramente deliziosa!”
- Il SALOTTO sui figli di una Cultura di Mezzo o Third Culture Kids
Un incontro particolarmente interessante Il Salotto organizzato sabato 15 giugno dall’Associazione Nazionale Donne Italo-Australiane con la collaborazione della Società Dante Alighieri di Sydney. Le sedie nella elegante sala del Canada Bay Club erano disposte a semicerchio, creando un'atmosfera da salotto, senza una separazione tra pubblico e relatori, per favorire la libertà di espressione dei partecipanti. L’evento, con la gradita partecipazione del sindaco di Canada Bay, Michael Megna, ha avuto come ospite d’onore Sara Coggiola, proveniente da Melbourne. Sara, fondatrice di Between Cultures, è una Life Coach che attraverso corsi di formazione e sessioni di coaching offre supporto a donne e famiglie immigrate/espatriate con figli cresciuti tra culture diverse, noti come "Third Culture Kids" (TCK) o figli di una terza cultura. Questo termine, coniato negli anni '50 dagli antropologi John e Ruth Useem, descrive ragazzi che non si identificano pienamente né con la cultura dei genitori né con quella del paese in cui vivono. Nella sua esposizione, Sara è stata affiancata da Manuela Rispoli e Nadia Fronteddu, che hanno posto domande e spunti di riflessione su aspetti relativi alla formazione tra chi si trasferisce stabilmente all'estero e chi cambia frequentemente paese, sull'evoluzione delle tradizioni, sull’impatto nel senso identitario nei ragazzi e su come aiutarli a conciliare la cultura del paese ospitante e quella dei genitori. Sara ha sottolineato come i TCK sviluppino una combinazione unica di identità culturali, mostrando grande capacità di adattamento e comprensione interculturale. Affrontano sfide uniche, come la difficoltà di definire dove è "casa" o di stabilire radici a lungo termine in un luogo specifico, ma possono anche trarre grandi benefici dalla loro esperienza multiculturale. Tra questi lo sviluppo di competenze linguistiche avanzate, una maturità precoce e la capacità di fare da ponte tra diverse culture, arricchendo così la società globale. Riguardo alle strategie per aiutare i TCK, Sara ha parlato di programmi scolastici internazionali che incoraggiano la consapevolezza culturale, un aiuto psicologico mirato, e la creazione di reti di supporto tra famiglie che vivono esperienze simili. L’incontro ha visto numerosi interventi dal pubblico. Giuseppina ha condiviso la sua esperienza di vita tra paesi arabi, Italia e Australia, sottolineando l'evoluzione della lingua e della cultura e il suo spaesamento nel confrontarsi con una Sicilia diversa dall'immaginario. Alessandra, giovane mamma, ha raccontato come i suoi figli siano perfettamente integrati in entrambi i paesi, mentre Ilaria ha evidenziato le pressioni sul nucleo familiare durante i trasferimenti, con rischi di destabilizzazione in caso di separazioni o divorzi dei genitori. Vittoria ha sottolineato l'importanza di perserverare nel parlare italiano a casa con i nipoti e considerare l’apprendimeno della lingua come veicolo per far apprezzare la cultura. Carmen ha ribadito il concetto della connessione tra lingua e cultura, per instillare nei nostri figli l’orgoglio per le radici, allargar loro gli orizzonti e farli diventare cittadini del mondo. Yvette ha evidenziato la separazione fatta da sua figlia tra la cultura friulana appresa dalla nonna, la cultura italiana e quella australiana, pertanto si sente italo-friulana quando in Italia, ma australiana in Australia. Joyce ha espresso la necessità di "fare pace" con il senso della doppia appartenenza, riconoscendo la ricchezza di questa esperienza e di trasmetterla alle nuove generazioni. Infine, Michael Megna ha specificato come la sua identità italiana si sia evoluta e diluita attraverso le generazioni, sottolineando l'uso di diverse lingue nella sua famiglia con TCK. La ciliegina sulla torta è stata offerta da Peter Ciani che ha recitato una poesia in dialetto siciliano, esaltandone la musicalità ed evidenziando la necessità di mantenere vivi i dialetti nelle nuove generazioni. Il dibattito proseguirà con una prossima edizione de il SALOTTO, con la partecipazione dei giovani TCK. Il discorso sull'evoluzione del concetto di TCK non può che diventare di maggiore attualità alla luce della crescente mobilità globale e delle tecnologie che connettono persone oltre le frontiere geografiche. Concetta Cirigliano Perna AM (Testo apparso su La Fiamma, 24 giugno 2024)
- Explore Architectural Elegance Through Italian: "La Lingua Italiana nella Storia dell'Architettura"
Immerse yourself in the grand journey from Roman times to modern day through " La Lingua Italiana nella Storia dell'Architettura ". This course is perfectly tailored for enthusiasts and students of all ages with a solid understanding of Italian. Dive deep into the epochs of architectural brilliance and expand your vocabulary with specialized terms. Witness how Italian architects like Mario Antonio Arnaboldi and Renzo Piano have sculpted the skyline of Sydney. Whether you're a lover of art and architecture or planning to explore Italy's iconic landmarks, this course offers enriching insights into architectural styles and terminologies with a non-academic, simplified approach using vivid images and explanations. Join Arch. Ivo Enrico Poluzzi for 8 captivating sessions, 2 hours each. Expressions of Interest: Please write us at enquiries@dantealighieri.com.au
- L’Assemblea Costituente si tinge di rosa
Ventuno. Un numero importante, che tinge di rosa il percorso verso la nascita della Repubblica Italiana. Perché ventuno furono le prime deputate elette durante la consultazione elettorale del 2 giugno 1946, la stessa in cui le donne per la prima volta votarono per scegliere, attraverso un Referendum, la forma di governo del Paese tra monarchia e repubblica. Il Referendum sancì la sconfitta della monarchia e la nascita della Repubblica. E se ventuno donne su 556 deputati possa sembrare un numero poco rilevante, in realtà si trattò di un risultato di straordinaria portata, visto che le donne italiane avevano ottenuto il diritto di voto solo l’anno prima. Ventuno pioniere, che, entrando in un ambito fino ad allora a esse precluso, presero parte attiva nelle decisioni sul futuro del Paese e nella scrittura della Costituzione Repubblicana, il ‘frutto più maturo della Resistenza’. Quella Resistenza che le ha viste protagoniste. In migliaia si erano dedicate all’assistenza ai partigiani, alla cura dei feriti, al trasporto di armi, indumenti e cibo nelle zone più impervie, tra i monti. Da staffette, avevano garantito una rete fittissima di collegamenti tra i vari gruppi partigiani. Distribuivano materiale di propaganda clandestina, identificavano i cadaveri, avvertivano i famigliari dei caduti e li assistevano moralmente. Non venivano dotate di armi, e se catturate, dovevano tacere e subire le torture. Il loro fu anche un impegno politico. Di ogni estrazione sociale, operaie, studentesse, casalinghe, insegnanti, in città, così come in campagna, organizzarono corsi di preparazione politica e tecnica, di specializzazione per l'assistenza sanitaria, per la stampa dei giornali, dei fogli del Comitato di Liberazione Nazionale e per la divulgazione di volantini di propaganda, a favore della lotta partigiana. Nel 1943 crearono a Milano i “Gruppi di Difesa delle Donne per l'assistenza ai combattenti per la libertà". Da una stima effettuata a guerra finita si contarono circa 70.000 associate. I numeri non lasciano dubbi: 35.000 partigiane nelle formazioni combattenti, 20.000 staffette, 638 le donne fucilate o cadute in combattimento, 1750 le ferite, 4633 arrestate, torturate e condannate dai tribunali fascisti, 2.750 le deportate in Germania. Sedici Medaglie d'oro e diciassette Medaglie d'argento. La guerra finì. Si usciva da una dittatura ventennale, che aveva calpestato i più fondamentali diritti civili e da una guerra che aveva decimato vite giovani, lasciato macerie e messo in ginocchio l’economia del nostro Paese. Da dove ricominciare? Sembrava una situazione senza scampo! Uno scatto di orgoglio e voglia di rinascita accesero i cuori e la mente degli italiani. Si rimboccarono le maniche! Chi non ce l’ha fatta, è partito. Molti verso l’Australia. Fin qui nulla di diverso da quanto era successo dopo altre guerre e devastazioni nel passato. Il fatto veramente nuovo lo hanno rappresentato le donne. Dopo la Resistenza avevano preso piena coscienza del loro ruolo e prorompente era la loro voglia di libertà anche da una cultura che avrebbe voluto che ritornassero al loro ruolo domestico, storicamente a esse "più adatto". Soprattutto sapevano che da quel momento in avanti avrebbero potuto far sentire la propria presenza e fare la differenza. E la differenza la fecero, soprattutto nella scrittura della nostra Costituzione, una delle più belle mai scritte e che ci viene invidiata dal mondo intero. Le ventuno deputate erano lavoratrici, operaie, insegnanti, in tredici avevano una laurea. Quasi tutte avevano conosciuto il carcere, il confino o la deportazione come Elettra Pollastrini o Adele Bei. Erano giovanissime. Nilde Iotti ne aveva solo 26 di anni, e nel 1979 diventerà la prima donna a presiedere la Camera dei Deputati. Giovanissime eppure già madri: le "madri costituenti", che decisero sul futuro della democrazia, sul nostro futuro. A dispetto della storiografia ufficiale e dell’immaginario collettivo che continuano a parlare solo ed esclusivamente di "padri costituenti". A dispetto della splendida foto di questa donna nell’annuncio della vittoria della Repubblica Italiana. Una Donna che guarda con orgoglio in avanti e sa che il futuro dipende anche da lei. Concetta Cirigliano Perna
- Raffaella Carrà
Raffaella Carrà, pseudonimo di Raffaella Maria Roberta Pelloni, è stata una celebre showgirl, cantante, attrice e presentatrice televisiva italiana, nata il 18 giugno 1943 a Bologna e scomparsa il 5 luglio 2021. La sua carriera si è distinta per il suo impatto significativo sulla televisione e la cultura pop italiana ed europea dagli anni '60 fino agli anni 2000. Carrà è stata una vera e propria icona, nota per la sua energia, il carisma e uno stile distintivo che ha spesso infranto gli schemi tradizionali. La sua famosa canzone "Tuca Tuca" causò scandalo negli anni '70 per la sua coreografia audace, mentre "A far l'amore comincia tu" divenne un inno alla liberazione sessuale, rendendola un simbolo di emancipazione e forza femminile. Oltre alla musica, Raffaella Carrà ha avuto un enorme successo come conduttrice televisiva, guidando programmi di grande successo come "Carramba! Che sorpresa" e "Pronto, Raffaella?", che hanno rivoluzionato il format del talk show in Italia, mescolando intrattenimento, interviste e momenti di vita quotidiana. Raffaella Carrà non solo ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dello spettacolo, ma è anche riconosciuta come un'icona gay. La sua capacità di esprimere libertà, autoaccettazione e forza l'ha resa estremamente popolare nella comunità LGBTQ+, celebrata per il suo approccio aperto e inclusivo. La sua versatilità artistica è evidenziata anche dalle sue performance canore in diverse lingue. Oltre all'italiano, ha cantato in spagnolo e greco, tra gli altri, consentendole di raggiungere e influenzare un pubblico ancora più ampio a livello internazionale. Questa capacità di connettersi con diverse culture e lingue ha rafforzato il suo status di icona globale. La sua importanza non si limita solo al suo successo personale, ma anche al modo in cui ha influenzato la società, abbattendo tabù e promuovendo un'immagine di donna forte, indipendente e positiva. La sua eredità continua a vivere attraverso il suo vasto repertorio di canzoni, le memorabili performance televisive e il suo impatto culturale duraturo. Oltre al suo contributo artistico, Carrà ha dimostrato un forte impegno sociale. È stata madre adottiva a distanza di diversi bambini, mostrando la sua dedizione alle cause umanitarie e al benessere dei più vulnerabili. ----------------- Raffaella Carrà, pseudonym of Raffaella Maria Roberta Pelloni, was a renowned Italian showgirl, singer, actress, and TV presenter, born on June 18, 1943, in Bologna and passed away on July 5, 2021. Her career stood out for its significant impact on Italian and European television and pop culture from the 1960s to the 2000s. Carrà was a true icon, known for her energy, charisma, and distinctive style that often broke traditional molds. Her famous song "Tuca Tuca" caused a scandal in the 1970s for its bold choreography, while "A far l'amore comincia tu" became an anthem of sexual liberation, making her a symbol of emancipation and female strength. Besides music, Raffaella Carrà achieved enormous success as a television host, leading highly successful programs like "Carramba! Che sorpresa" and "Pronto, Raffaella?", which revolutionized the talk show format in Italy by blending entertainment, interviews, and everyday life moments. Raffaella Carrà not only left an indelible mark in the entertainment world but is also recognized as a gay icon. Her ability to express freedom, self-acceptance, and strength made her extremely popular in the LGBTQ+ community, celebrated for her open and inclusive approach. Her artistic versatility is also highlighted by her singing performances in various languages. Besides Italian, she sang in Spanish and Greek, among others, allowing her to reach and influence a broader audience internationally. This ability to connect with different cultures and languages reinforced her status as a global icon. Her significance extends beyond her personal success to the way she influenced society, breaking taboos and promoting an image of a strong, independent, and positive woman. Her legacy continues through her vast repertoire of songs, memorable television performances, and lasting cultural impact. In addition to her artistic contribution, Carrà showed a strong social commitment. She was a foster mother to several children, demonstrating her dedication to humanitarian causes and the welfare of the most vulnerable.
- Il Carnevale di Viareggio (The Carnival of Viareggio)
© Karin Crona © Vinicio Poletti & Antonella Serafini (English version below) Il Carnevale di Viareggio è uno degli eventi carnevaleschi più famosi e spettacolari d'Italia e del mondo, conosciuto principalmente per le sue parate di enormi carri allegorici in cartapesta. Questa festa ha luogo ogni anno nella città di Viareggio, situata sulla costa della Toscana, e attrae migliaia di visitatori, sia italiani che internazionali. La tradizione del Carnevale di Viareggio risale al 1873. La manifestazione nacque dall'idea di un gruppo di giovani che desideravano organizzare una giornata di festa durante il periodo di Carnevale. L'evento si è evoluto nel corso degli anni, diventando sempre più grande e sofisticato, con la partecipazione di carri allegorici sempre più imponenti e artistici. I carri sono famosi per la loro grandezza e per l'ingegnosità delle costruzioni, rappresentando temi attuali, personaggi famosi o tematiche politiche e sociali, spesso in chiave satirica. La costruzione di questi carri richiede mesi di lavoro e la collaborazione di artisti, ingegneri, artigiani e volontari. Oltre ai carri allegorici, il Carnevale di Viareggio è animato da bande musicali, artisti di strada, ballerini in costume e eventi collaterali che contribuiscono a creare un'atmosfera festosa e inclusiva. Una delle figure simbolo del Carnevale di Viareggio è il Burlamacco, mascotte ufficiale introdotta nel 1931 dal pittore Uberto Bonetti. Il costume di Burlamacco è ispirato ai colori e ai motivi delle tradizionali cabine balneari di Viareggio, in rosso e bianco, e il personaggio è diventato un'icona riconosciuta del Carnevale. Oltre alle parate, il Carnevale di Viareggio include eventi come competizioni sportive, mostre d'arte, feste in maschera e fuochi d'artificio, rendendolo una celebrazione che coinvolge l'intera città per tutto il periodo di Carnevale, che si estende solitamente per diverse settimane tra la fine di gennaio e l'inizio di marzo. Il Carnevale di Viareggio non è solo un'importante attrazione turistica che promuove la cultura locale e l'artigianato, ma rappresenta anche un momento di critica sociale e politica, in cui l'arte della satira e della caricatura viene espressa in maniera creativa e spettacolare. ------------ The Carnival of Viareggio is one of the most famous and spectacular carnival events in Italy and globally, known primarily for its parades of huge allegorical floats made of papier-mâché. This festival takes place every year in the city of Viareggio, located on the Tuscan coast in Italy and attracts thousands of visitors, both Italian and international. The tradition of the Viareggio Carnival dates back to 1873. The event was born from the idea of a group of young people who wanted to organise a day of celebration during the Carnival period. The event has evolved over the years, becoming bigger and more sophisticated, with the participation of increasingly large and artistic floats. The floats are famous for their size and the ingenuity of their constructions, depicting current themes, famous personalities, or addressing political and social issues, often in a satirical manner. The construction of these floats requires months of work and the collaboration of artists, engineers, artisans and volunteers. Apart from the allegorical floats, the Viareggio Carnival is animated by musical bands, street performers, dancers in costume and side events that contribute to creating a festive and inclusive atmosphere. One of the symbolic figures of the Viareggio Carnival is Burlamacco, the official mascot introduced in 1931 by the painter Uberto Bonetti. The costume of Burlamacco is inspired by the colours and patterns of the traditional beach huts of Viareggio, in red and white, and the character has become an iconic symbol of the Carnival. Beyond the parades, the Viareggio Carnival includes events such as sports competitions, art exhibitions, masquerade parties and fireworks, making it a celebration that involves the entire city for the entire Carnival period, which usually extends for several weeks between the end of January and the beginning of March. The Viareggio Carnival is not just an important tourist attraction that promotes local culture and craftsmanship but also represents a moment of social and political critique, where the art of satire and caricature is expressed in a creative and spectacular manner.
- Italian After School Project
The After School project is a primary school-focused Italian language and culture program We are thrilled to share some exciting news with you! We are working to bring Italian language courses right to school doorsteps. Our after-school project is designed to make it easier for students aged 7-12 years to acquire proficiency in Italian and to strengthen their ties to the Italian community in Sydney. Learning a Latin language can open up a world of possibilities, enabling students to connect more deeply with their cultural roots. What makes our program truly unique is that we infuse each lesson with both linguistic and cultural insights. Even if the students have no prior Italian background, they will find our courses inclusive and inspiring. The courses are specially designed by a team of expert instructors who are skilled at teaching students of all ages and language backgrounds, including complete beginners. The curriculum covers all aspects of language learning (Speaking, Listening, Writing, and Reading) and is designed with a dynamic and engaging approach to ensure that students quickly develop strong communication skills. Whether your child is a beginner or has Italian roots, our program is inclusive for all. Plus, our family-friendly pricing ensures accessibility. When: 4 TERMS 2024 Where: At your child's school Fee: AUD 400.00 (AUD $350.00 siblings discount) For more information or to express your interest, please don't hesitate to contact us at: enquiries@dantealighieri.com.au
- Il Potere Curativo degli Spazi Verdi Urbani per la Qualità della Vita, la Felicità e il Benessere.
The Healing Power of Urban Green Spaces for Quality of Life, Happiness, and Wellbeing. Alessio RUSSO è docente di Architettura del Paesaggio (Senior Lecturer) e attualmente ricopre la posizione di Direttore del Master in Architettura del Paesaggio presso l'University of Gloucestershire nel Regno Unito. La sua carriera accademica e professionale è caratterizzata da un profilo internazionale e da una varietà di esperienze, ricevendo numerosi premi e riconoscimenti. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Colture Arboree ed Agrosistemi Forestali, Ornamentali e Paesaggistici presso l'Università di Bologna, in collaborazione con la Libera Università di Bolzano. Precedentemente, ha ottenuto la Laurea Specialistica in Progettazione e Pianificazione delle Aree Verdi e del Paesaggio presso l'Università di Pisa e ha completato il Corso di Perfezionamento in Healing Gardens: Progettazione del verde nelle strutture di cura presso l'Università degli Studi di Milano. Il dottor Russo ha occupato posizioni di rilievo in diverse istituzioni accademiche, tra cui quella di Professore Associato presso la RUDN di Mosca e di Professore e Direttore del Laboratorio di Progettazione Urbana e del Paesaggio presso l'Università Federale dell'Estremo Oriente di Vladivostok. Ha inoltre contribuito significativamente alla ricerca in qualità di Research Scholar presso l’Università della Florida e come assegnista di ricerca presso la Libera Università di Bolzano. La sua ricerca è focalizzata su diverse tematiche, tra cui le infrastrutture verdi, i servizi ecosistemici in ambito urbano, la valorizzazione dei giardini storici, il miglioramento del verde urbano per il benessere mentale e fisico e la progettazione di giardini terapeutici in contesti ospedalieri. Il dottor Russo è autore di oltre 80 pubblicazioni scientifiche ed è membro di prestigiosi comitati scientifici internazionali, tra cui il Comitato Scientifico Internazionale sui Paesaggi Culturali ICOMOS-IFLA, il Circolo Consultivo della Federazione Internazionale degli Architetti del Paesaggio (IFLA) e la Commissione dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) sulla Gestione dell'Ecosistema. E' inoltre membro del comitato di redazione delle riviste “Urban Planning” e “Urban Resilience and Sustainability” (AIMS Press) e ricopre la posizione di Associate Editor presso la rivista “Urban Agriculture & Regional Food Systems”. In ambito professionale, il dottor Russo ha applicato le sue competenze nella progettazione e pianificazione del paesaggio in diversi paesi, tra cui il Regno Unito, gli Emirati Arabi Uniti, la Russia e l'Italia. Vi aspettiamo numerosi! For more information and to RSVP, click HERE
- Tommaso Favino Literary Competition 2023
Call for submissions The Dante Alighieri Society Sydney is delighted to launch the Tommaso Favino Literary Competition 2023 on the theme? Il viaggio: cos’é per te Participants will have to produce either an essay, or a poem, or a piece of creative work (fiction) or a video around this theme. Trajectories for your work may include: The theme of travel has always been at the centre of world literature. Saint Augustine wrote: “The world is a book, and those who don't travel read only one page". In the first century B.C. the belief circulated that: "The wisest heroes were those who visited many places and roamed the world." The Odyssey summarizes the concrete and symbolic meanings related to the theme of travel. In the Divine Comedy Ulysses, according to Dante, travelled to follow «virtude and knowledge». For Leopardi, travel is a "reckless enterprise to conquer the unknown". For 'authentic travellers' travel is the joy of knowledge, the discovery of unexplored cultures, the experience of unrepeatable emotions, the possibility of savoring the richness of different lives and peoples. For many, travel represents greater self-knowledge. And for you, what does travel represent? The competition is open to students of Italian language currently enrolled in a school, a university or in a community language school or in a cultural institution in the Sydney area. Terms and Conditions 1. Works shall be submitted in Italian. 2. Works shall be unpublished, typed for a maximum 1,000 words or less. They shall be typed double- spaced with a font size not smaller than 12. 3. Each participant can present only one work. 4. Entries shall be sent in doc or pdf format to the following email address: enquiries@dantealighieri.com.au Name, surname, contact details of the author, and name of the institution where the author is studying Italian must be indicated in the body of the email (not in the attachment). 5. Closing date for all entries is 30th November 2023 at 5 pm. 6. A qualified jury will choose the winners. The jury's decision is undisputable. Prizes will include the following: - 1 st Prize: 500 $ and certificate of award. - 2 nd Prize: 300 $ and certificate of award. - 3 rd Prize: 200 $ and certificate of award. - Notable Mentions. The judging panel may award notable Mentions. The winners of notable mentions will receive a certificate of award. The winners will receive written communication prior to the awarding ceremony. Buon lavoro and the best of luck. In bocca al lupo a tutte e a tutti! The Dante Alighieri Society Committee
- A New Way of Being Italian Through the Lens of Hip Hop
Despite Italy’s rich history of cultural diversity, dominant social and political discourses continue to perpetuate the country’s self-perception as a culturally, racially, and religiously homogenous nation. In this context, Italian youth of migrant background are caught in an in-between position where they are not immigrants (being born and/or raised in Italy), but they are nonetheless excluded from complete belonging. This is particularly apparent in the case of Italian youth of African descent who are also subjected to both systemic and everyday racialisation. In this talk, Margherita Angelucci presents findings from her doctoral research suggesting that cultural practices like Hip Hop music offer alternative forms of belonging and identification that allow Afroitalian youth to articulate complex transcultural identities spanning beyond the dichotomy Italian / immigrant. Through practical examples from songs, music videos and lyrics, we will see how Afroitalian rappers are introducing new cultural and linguistic elements in Italian music, standing as evidence of the increasing transculturality in contemporary Italy. The event will be ONLINE at this link: https://us06web.zoom.us/j/84102140645
- Scusarsi attraverso le culture: Emailed apologies by Australian learners of Italian
In using language, we have the ability to cause change in the world – to evoke emotion, to shift perception, to make or break connections. Apologising is a key strategy for restoring or maintaining balance in our relationships, and this is particularly true when you are a student apologising for not having completed your academic duties. In this talk, I will explore strategies used by Australian learners of Italian to apologise to their teachers via email. This investigation will consider the learners’ use of Italian in comparison to native speakers of Italian and native speakers of Australian English, and comment on some key cross-cultural differences between these groups. THE EVENT WILL BE ONLINE AT THIS LINK: https://us06web.zoom.us/j/81178098179
- “There Are Gains in the Losses”: Beyond ‘Authenticity’
Finding Relevance in the Imperfect Italo-Australian Vernacular This presentation makes complicated the seemingly straightforward correlation between language and community. I situate my discussion in Melbourne’s Italian Museum, Museo Italiano where, in 2017-18, community members were invited to share their experiences and perspectives to help find points of future relevance in the Italian migrant story for the community museum and the community more broadly. As participants walk through the exhibition, the use of a Standard Italian incorporated as soundscape, for object labelling and in interpretive text throughout the gallery becomes an unexpected point of contention and prompts in many, the recollection of the use of language as a historic and political indicator for levels of social standing and refinement, of being ‘more’ or ‘less’ Italian. Their comments expose some of the ‘cultural baggage’ associated with learning, and indeed, leaving language at school. Thinking through these experiences, I ask, how might the addition of alternative representations of language as fluid, dynamic and as a process of whole body listening complement and enhance traditional attitudes to language as a skill to be perfected? Ultimately, this presentation argues that transitions in language, if framed as the result of changing social conditions and as a celebration of the diasporic experience can potentially revitalise the value of community language learning: there is relevance and hope in acknowledging the imperfection.



















