La donna nella civiltà etrusca
- Antonella Beconi
- Dec 30, 2025
- 6 min read
Nella società etrusca, diversamente da quella latina e greca, la donna occupava una posizione di maggiore prestigio e godeva di una libertà più ampia.
Per i Latini la donna doveva passare la vita seduta in casa a filare la lana e su di lei, nelle età più antiche, il pater familias (head of the family) aveva il diritto di vita e di morte. Similmente, per i Greci le donne dovevano vivere sottomesse (submissive) al marito e passare la maggior parte della loro vita chiuse in casa.
La donna etrusca, invece, era istruita (educated), poteva vestire in modo spregiudicato (daring/bold), poteva partecipare ai banchetti conviviali (banquets), sdraiata sulla stessa kline (couch/banquet bed) del suo uomo o assistere ai giochi sportivi ed agli spettacoli (performances).
Secondo lo storico greco Teopompo, le donne etrusche non solo condividevano la mensa (table/meal) con i propri mariti ma anche con altri uomini presenti al banchetto, arrivando perfino ad ubriacarsi (to get drunk) e a rivolgere le proprie attenzioni (show attentions) nei confronti degli ospiti molto oltre il lecito (beyond what was acceptable). Altri autori, come Aristotele, le accusavano di banchettare con gli uomini, coricate sotto lo stesso mantello (cloak). Plauto insinuava (suggested/insinuated) che si procurassero la dote (dowry) vendendo i propri favori.
È indubbio, come si evince (as it appears) da queste affermazioni, che la donna etrusca non godesse di buona reputazione presso i Greci e i Romani, e ciò era "normale" visto il modo diverso di comportarsi (to behave) con le donne.
La donna etrusca viveva pienamente, usciva spesso, “senza arrossire” (without blushing), come ci riferisce Tito Livio, “per essere esposta agli sguardi (gazes) degli uomini”, partecipava alle cerimonie pubbliche, assisteva alle danze, ai concerti, ai giochi, talvolta presiedendo (presiding over) da un palco apposito (special platform), come rivelano le pitture (paintings) di Orvieto.
Questo era scandaloso per i Romani che non esitarono a bollare (to brand/label) questa eguaglianza come indice di licenziosità (immorality/dissoluteness) e scarsa moralità (low morality) da parte delle donne etrusche; addirittura dire “etrusca” era sinonimo (synonym) di “prostituta”.
Ma la condizione sociale della donna nella civiltà etrusca era veramente unica nel panorama (landscape/context) del mondo mediterraneo. La donna poteva anche trasmettere il proprio cognome (surname) ai figli, essere titolare di attività produttive (productive activities/businesses), poteva avere schiavi (slaves) ed aveva diritto ad un nome completo. Aveva diritto ad una propria tomba ed era titolare di atti di compravendita (contracts of sale/purchase) e di successione ereditaria (inheritance). Nella vita quotidiana il lavoro compiuto (carried out) dalla donna aveva grande importanza ed essa si poteva senz’altro considerare la “regina della casa” (queen of the household).
Che la donna fosse la regina della casa ce lo dice la notevole quantità di utensili (utensils/tools) da cucina, di stoviglierie (tableware), di vasi (vases), di mestoli (ladles), di piatti e recipienti (containers) vari per conservare cibi e bevande, rinvenuti (found/discovered) in scavi (excavations) compiuti nei villaggi e nelle necropoli (cemeteries/tombs).
Le donne etrusche non si accontentavano (were not satisfied) dei lavori di cucina, di vasellame (pottery/tableware), di secchi (buckets) e di pentole (pots) rozzi e malfatti (crude/poorly made), ma tenevano molto ad avere materiale di prim’ordine (first-rate), assai spesso acquistato (purchased) dai migliori mercanti d’Etruria, o da commercianti italici o greci che frequentavano i grandi empori (emporiums/markets), dove esistevano veri e propri fondaci (warehouses) e magazzini (storerooms).
Le donne etrusche tenevano molto alla loro bellezza e ce lo dimostra la tomba di Larthia Seianti raffigurata (depicted) nell’atto di ammirarsi in uno specchio (mirror).
All'interno della sua tomba sono stati ritrovati: un pettine doppio (double comb), una bulla (amulet/locket), un cucchiaino da cosmesi (cosmetic spoon), spilloni (hairpins) per l’acconciatura (hairstyle), pinzette depilatorie (tweezers for hair removal), il tutto in argento o argento dorato (gilded silver). Vi erano poi numerose ampolle (flasks/vials) in alabastro per le essenze (perfumes) e gli unguenti (ointments), di preziosa fattura (precious workmanship).
Nelle epigrafi (epigraphs/inscriptions) talvolta il nome (oggi diremmo il cognome = surname) della donna appare preceduto da un prenome (personal name) segno del desiderio di mostrarne l’individualità all’interno del gruppo familiare, a differenza dei Romani che ne ricordavano solo il nome della gens (family/clan). Questi appaiono incisi (engraved) sul vasellame (tableware) migliore di casa od accanto alle pitture funerarie (funerary paintings).
La donna etrusca sapeva conciliare (to balance) lavoro, sport, cura della propria immagine e famiglia. Sapeva tessere (to weave) e filare (to spin). Era molto stimata (respected) e apprezzata dall'uomo.
Non è noto se i diritti sociali e i doveri (duties) degli uomini fossero gli stessi per le loro compagne; pur tuttavia, dai documenti rimasti risulta evidente (it is evident) che la posizione della donna doveva essere molto importante e che essa non fosse di molto inferiore (not much lower) a quella del marito e dei fratelli.
In diversi casi, le statue-ritratto delle mogli nei monumenti funebri si trovano accanto a quelle dei mariti ed anche le iscrizioni funebri hanno lo stesso tono di elogio (tone of praise) sia per l’uomo che per la donna.
Mancando pressoché totalmente (almost completely lacking) di testi letterari etruschi, non sappiamo quale fosse la portata (extent) e il contributo che la donna poteva dare nell’allevamento (raising) e nell’educazione dei figli; vediamo, però, che le ragazze vivevano in particolari posizioni di privilegio, come è evidente dal ritratto della fanciulla (young girl) della famiglia Velcha a Tarquinia.
Molto probabilmente le donne etrusche ricoprivano anche cariche (positions/offices) sociali e religiose, come sembra apparire (seems to appear) da una pittura della Tomba degli Hescana di Orvieto.
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Domande a risposta aperta
Come differiva la condizione della donna etrusca rispetto a quella delle donne nel mondo greco e latino?
Quali erano le principali attività svolte dalle donne etrusche nella vita quotidiana?
Come veniva percepita la libertà delle donne etrusche dai Greci e dai Romani?
Quali prove archeologiche dimostrano l'importanza della cura della bellezza per le donne etrusche?
Quali elementi indicano che le donne etrusche potevano avere un ruolo sociale rilevante?
Domande a risposta multipla
Secondo Tito Livio, cosa era considerato scandaloso nel comportamento delle donne etrusche?
a) Partecipavano ai giochi pubblici.
b) Lavoravano fuori casa.
c) Erano viste senza arrossire in pubblico.
d) Tenevano banchetti con i mariti.
Cosa rappresenta la tomba di Larthia Seianti?
a) La cura della bellezza.
b) La pratica della tessitura.
c) Il ruolo religioso delle donne.
d) La posizione sociale della donna nella famiglia.
Quali oggetti furono ritrovati nella tomba di Larthia Seianti?
a) Utensili da cucina e stoviglie.
b) Gioielli, specchio e ampolle per essenze.
c) Statue e sarcofagi.
d) Attrezzi per la lavorazione della lana.
Come definivano i Romani la libertà delle donne etrusche?
a) Un simbolo di progresso.
b) Un segno di emancipazione.
c) Un indice di licenziosità.
d) Una prova di uguaglianza sociale.
Qual era un diritto esclusivo delle donne etrusche?
a) Governare città-stato.
b) Trasmettere il proprio cognome ai figli.
c) Presiedere giochi sportivi.
d) Votare in assemblee pubbliche.
Frasi da completare
La donna etrusca, a differenza delle donne greche e latine, godeva di una maggiore __________ e libertà.
Secondo Tito Livio, le donne etrusche potevano partecipare alle cerimonie pubbliche, ai concerti e ai __________.
La tomba di Larthia Seianti ha rivelato oggetti come un pettine, ampolle in alabastro e un __________ da cosmesi.
Le donne etrusche tenevano molto alla loro immagine e si dedicavano alla cura della loro __________.
Le statue-ritratto delle donne etrusche si trovano spesso accanto a quelle dei loro __________ nei monumenti funebri.
SOLUZIONI
Domande a risposta aperta (molte risposte possibili)
La donna etrusca godeva di maggiore libertà, istruzione e considerazione, a differenza delle donne greche e latine che vivevano sottomesse e confinate in casa.
Tessitura, filatura, cura della casa, gestione della famiglia, cura della bellezza, partecipazione alla vita sociale e pubblica.
Veniva percepita come scandalosa, indice di licenziosità e immoralità.
La tomba di Larthia Seianti con specchio, gioielli, oggetti da cosmesi e ampolle per essenze.
Il diritto di trasmettere il cognome ai figli, possedere attività e schiavi, avere un proprio nome e una propria tomba, comparire accanto agli uomini nelle statue-ritratto.
Domande a risposta multipla
c) Erano viste senza arrossire in pubblico.
a) La cura della bellezza.
b) Gioielli, specchio e ampolle per essenze.
c) Un indice di licenziosità.
b) Trasmettere il proprio cognome ai figli.
Frasi da completare
considerazione
giochi
cucchiaino
bellezza
mariti















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