Angolo della Poesia: Fausto Paolo Filograna
- Manuela Rispoli

- Aug 1
- 3 min read

Care amiche e cari amici, bentrovati all'Angolo della Poesia.
Entrare in un libro di poesie è uno dei pochi gesti che ancora ci domandano presenza e tempo. Il tempo necessario perché una lingua sconosciuta trovi il proprio ritmo dentro di noi. Io procedo sempre senza cartina, accettando che alcune immagini rimangano aperte, che un verso continui a lavorare anche quando il libro è già stato richiuso. La poesia contemporanea italiana, in questo senso, è un territorio sorprendentemente vivo. Accanto a voci ormai riconosciute ne emergono altre che sembrano scegliere un sentiero meno battuto e provano a spostare leggermente l'asse del mondo.
Fausto Paolo Filograna appartiene a questa generazione. Nato nel 1992, formatosi negli studi classici, ha esordito con Persona (Giuliano Ladolfi Editore, 2017), un libro che già nel titolo suggerisce un movimento. La "persona" non è un'identità stabile: è un corpo in movimento, una voce, una maschera, forse il tentativo di avvicinarsi a qualcosa che continuamente sfugge. La poesia ha un modo tutto suo di sorprenderci. A volte basta una parola per cambiare il paesaggio. Una spiaggia diventa un luogo della memoria, una città smette di appartenere alla geografia e comincia ad abitare il pensiero, una notte contiene più domande di quante ne riesca a formulare il giorno.
Ogni incontro con una nuova voce poetica porta con sé la possibilità di uscire per qualche minuto dalle abitudini del linguaggio. Le parole continuano a essere le stesse che usiamo ogni giorno, eppure sembrano aver trovato un'altra disposizione, una diversa gravità. Ci invitano a rallentare, a osservare, a lasciare che un'immagine resti sospesa senza la fretta di tradurla in un significato definitivo. Persona, è un viaggio dentro un Mediterraneo che conserva la luce e insieme le sue ombre, dove il mare, il corpo, i riti, le città e il sacro ritornano continuamente, assumendo ogni volta una forma diversa. È una poesia che ama le immagini prima delle spiegazioni e che sembra affidare al lettore la libertà rara di costruire il proprio percorso.
Da Persona:
Eravamo a Gallipoli notte piena
eravamo pochi e bianchi faceva freddo
non ho voglia di mangiare questa notte
eravamo suicidi e battezzandi
attraverso la strada principale si arriva presto
fiammelle sopra la spiaggia fino a chilometri dal mare
la bionda seduta è vestita uguale all'altra
e ha gli occhi di un uomo morto
fermate la bionda non sopravvivrà
ha gli occhi di chi se lo prende il mare
un tizio con una torcia è messo a scacciarci
siamo troppi e puri come bestemmie
siamo santi e tutti troppo prossimi alla morte
un'estrema pulizia regna incontrastata tra gli ombrelloni e il mare.
Gallipoli esiste, naturalmente. Eppure, dopo pochi versi, il nome della città smette di indicare un punto sulla mappa. Diventa uno spazio mentale, un confine attraversato da figure che sembrano appartenere contemporaneamente alla vita e a qualcosa che la supera. I "suicidi e battezzandi", la donna con "gli occhi di chi se lo prende il mare", i santi, le bestemmie: immagini che convivono in modo meravigliosamente disordinato.
È una scrittura che lascia circolare l'aria. Ogni verso apre una possibilità invece di restringerla. La notte non è soltanto una notte, il mare non resta soltanto mare. Le parole continuano a espandersi anche dopo la lettura, come accade con certi sogni che ritornano durante la giornata.
Mi colpisce soprattutto il modo in cui Filograna avvicina gli elementi. Il sacro sfiora il quotidiano, la spiaggia dialoga con la morte, la purezza incontra la bestemmia. Nessuno di questi accostamenti appare provocatorio. Sembrano nascere dalla convinzione che la realtà sia molto più vasta delle categorie con cui proviamo a raccontarla.
Leggendolo mi ricordo che il mondo possiede ancora territori inesplorati e mi concedo questa esplorazione, con la curiosità di chi accetta che alcune domande rimangano aperte. È una forma di libertà che la poesia continua a custodire con ostinazione, e che libri come Persona riescono ancora a offrirci.

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