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Reading Comprehension Practice (B1-B2)

La sfilata dei “giganti” di Viareggio, presentata da Antonella Beconi



Carro allegorico


Colori sgargianti, figure allegoriche, maschere fantastiche, coriandoli e stelle filanti che colorano l’aria già carica di note musicali. É lo spettacolo del martedì grasso di Viareggio andato in onda su Rai 3 questo pomeriggio. È stato il momento clou del Carnevale viareggino i cui festeggiamenti sono iniziati lo scorso 16 febbraio e si concluderanno domenica 9 marzo con la quattrocentesima sfilata mascherata della storia del carnevale.

 


La sfilata sul lungomare

 

“La crisi economica e la voglia di dimenticarla. I sogni, i desideri della gente e la paura di vederli volare via. La rete (Internet) e i pericoli che si nascondono dietro di essa. E ancora la magia e i riti voodoo. Ma anche satira politica e altro ancora. Sono questi – spiega Stefano Pasquinucci, presidente della Fondazione Carnevale http://viareggio.ilcarnevale.com/ – i temi scelti dai Maestri costruttori per i carri e le mascherate di questo Carnevale 2014. Temi che raccontano la società contemporanea, ma che parlano anche di persone eccezionali che hanno costruito con passione e dedizione 141 anni di storia del Carnevale. Per questo lo slogan scelto per questa edizione è: Io sono il Carnevale”.

Alti oltre 20 metri, larghi 12 i carri allegorici sono creati dagli oltre mille lavoratori di 25 ditte artigiane che per un intero anno lavorano con l’unico obiettivo di stupire il pubblico. “In molti casi si tratta di figli d’arte – si legge nel sito della Fondazione – che hanno ereditato dai padri e dai nonni le abilità e i segreti di un mestiere unico al mondo”. Utilizzando dei modelli in creta, dei calchi in gesso, della carta di giornale e della colla (fatta di acqua e farina) questi artigiani riescono a realizzare uno spettacolo scintillante e fantasmagorico che negli anni ha consacrato il Carnevale di Viareggio il primo d’Italia.  

 


Un carro allegorico


Nato nel 1873 con la prima sfilata di carrozze addobbate nella storica via Regia, la manifestazione fu trasferita agli inizi del ‘900 sul Lungomare e da allora è cresciuta in dimensioni e popolarità. Nel 1921 fu creato l’inno, nel ’25 venne dato alle stampe il primo manifesto ufficiale e nel 1930 il pittore e grafico viareggino Uberto Bonetti, ideó la maschera del Carnevale, Burlamacco, i cui colori bianco e rosso ricordano i colori degli ombrelloni sulle spiagge di Viareggio negli anni ’30. Quest’anno ricorre inoltre un altro anniversario importante, il sessantesimo della prima diretta televisiva. Nel 1954, l’allora nascente televisione italiana decise, infatti, di trasmettere in diretta da Viareggio le sfilata dei carri allegorici. Una prima importante sia per la Rai, che dopo due mesi dall’inizio delle trasmissioni sperimentava una diretta televisiva lontana dagli studi romani, sia per il Carnevale di Burlamacco che poteva mostrare i suoi carri allegorici per la prima volta a tutt’Italia. Un evento che la Rai da nove anni ha voluto riprendere portando il culmine del Carnevale nelle case di tutti gli italiani.

 


La sfilata nel 1921


La magia del Carnevale non finisce, tuttavia, con l’ultima sfilata e i fuochi d’artificio. Domenica 9 marzo il sipario calerà sull’edizione 2014 , ma la magia carnevalesca  si trasferisce nella cittadella del carnevale, un complesso architettonico che oltre ad ospitare gli hangar dove i maestri artigiani progettano e realizzano le loro creazioni, ospita due musei il primo dedicato alla storia dei carri e il secondo dedicato al “Premio carnevalotto” che raccoglie le preziose opere  ispirate al carnevale viareggino di grandi firme dell’arte contemporanea tra cui Pomodoro, Cascella, Mitoraj e Matta. Assieme al centro studi sul carnevale che archivia tutti i progetti e le realizzazioni degli ultimi 50 anni e ad una biblioteca specializzata dove è possibile sfogliare riviste e libri inerenti al Carnevale.

Insomma finita le festa, mentre i colori della primavera profumano e colorano le vie di Viareggio la storia del Carnevale continua a vivere e a regalare stupore ai suoi spettatori.  

(da: “ItalyAmo)

 

LESSICO:

 

sgargianti (bright), coriandoli (confettis), stelle filanti (streamers) carica (full)  sarà in onda (it was on air) momento clou (high point) quattrocentesima (four-hundredth) voglia (desire) pericoli (dangers) dietro di essa (behind it)altro ancora (more) carri (floats) eccezionali (great) stupire (to astonish) si tratta (we are talking about)mestiere (craft) creta (clay) calchi di gesso (plaster casts) colla (glue) fantasmagorico (phantasmagorical) negli anni (over the yars) sfilata (parade) lungomare (seaside promenade) manifesto (poster) maschera (mask) ombrelloni (beacumbrelas) ricorre (falls) trasmissioni (broadcast) fuochi d’artificio (fireworks) sipario (curtain) si trasferisce (move to) cittadella (citadel) opere ispirate a (works inspired by) sfogliare (browse)

 

Grammatica: i numeri ordinali


In italiano, i numeri ordinali indicano l’ordine di successione e  sono variabili nel genere (maschile e femminile) e nel numero (plurale e singolare). Es: primo, prima, primi, prime, secondo, seconda…

I primi dieci hanno una forma particolare: primo, secondo, terzo, quarto, quinto, sesto, settimo, ottavo, nono, decimo

I successivi si formano aggiungendo il suffisso –esimo al numero cardinale, che di solito perde la vocale finale: undici= undicesimo, quindici= quindicesimo, cento= centesimo, ma, quando la vocale finale é accentata allora non cade: ventitré=ventitreesimo, trentatré = trentatreesimo.

100° centesimo, 200° duecentesimo, 462° quattrocentosessataduesimo, 3000° tremillesimo, 10.000° diecimillesimo, 1.000.000° milionesimo

In italiano i numeri ordinali vengono abbreviati:

– con i numeri romani I, II, III, IV …

– con una piccola “o” “a” per il femminile posta in alto a destra del numero cardinale: 1o= primo, 1a = prima

 

Nota bene: Per i giorni del mese, in Italiano, usiamo i numeri cardinali, con l’eccezione del primo giorno che è sempre ordinale (primo).

Esempio:  2 maggio (due maggio); primo febbraio (1 febbraio)


DOMANDE:

 

1)    Che cos’è un carro allegorico?

2)    Quando dura il Carnevale di Viareggio?

3)    Quanto sono grandi i carri?

4)    Quando è iniziato il Carnevale a Viareggio?

5)    Come si costruiscono i carri?

6)    Il Carnevale di Viareggio viene trasmesso in TV?

7)    Chi è Burlamacco?

8)    Che cos’è la Cittadella del Carnevale?

9)    Scegli un carro che ti piace particolarmente e spiega perché.


(Adattato da ItalyAmo di P. Gagliano)



Una canzone carnevalesca


Il Martedì Grasso era l’ultimo giorno di Carnevale e l’ultima possibilità per far baldoria perché il giorno dopo iniziava il periodo penitenziale della Quaresima. Questa canzone risale all’edizione 1932.


Carnevale di baci – (1932)



Eccolo, vien,

stringilo al sen,

amalo ben,

mia cara ________.

È Carneval

_________ e fatal

con i suoi stral

come l’amor.

Mettiti un fior

tra i _________ d’or,

del tuo candor,

mia cara piccola.

Bionda Nenè,

vieni con me

incontro al re

del buon _________.

Vieni sul mar,

________ del tu,

fatti baciar:

ciù – ciù (due baci)

Fatti baciar, mia bella ________

perché di carneval

nulla si fa di mal

e tutto val sotto la ________.

Vieni sul mar, mio dolce amor, fatti baciar.

Di carneval, ________è giovane,

è bella come te;

non esitar, Nenè.

Vieni laggiù, vieni nel vortice.

_________ amar, fatti baciar sempre così:

ciù – ciù (due baci)

Mettiti un fior…



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