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Ci chiamavano così


Quanto può raccontare un soprannome?


Molto più di quanto immaginiamo. Può raccontare una persona, una famiglia, un paese, una lingua. Può attraversare le generazioni, sopravvivere a chi lo portava e diventare, insieme a tante altre parole, parte della memoria di una comunità.


Il 19 agosto, alla University of Sydney, Francesca M. Dovetto, Professoressa Ordinaria di Glottologia e Linguistica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ci ha accompagnati proprio dentro questa memoria.


Ci chiamavano così è cominciato dai soprannomi e dai manifesti funebri, due presenze familiari soprattutto per chi è cresciuto in un piccolo paese: persone conosciute da tutti con un nome che all’anagrafe non esiste; annunci di morte affissi sui muri, letti passando, capaci di fermare per un momento la vita del paese e chiamarlo a ricordare uno dei suoi membri.


Da lì il discorso si è aperto alla lingua e alla glottologia, agli accenti e alle loro trasformazioni, alla voce e a tutto ciò che una parola porta con sé. E poi ancora più lontano, fino ai punti in cui la linguistica incontra la medicina e l’ingegneria.


Ed è stato proprio seguendo questo percorso che abbiamo pensato a quanto sia miope continuare a tracciare una linea così netta tra sapere umanistico e sapere scientifico. Studiare la lingua significa entrare nella storia e nella società, e incontrare inevitabilmente altri saperi. I confini che costruiamo tra le discipline, quando si comincia davvero a guardare, reggono molto meno di quanto pensiamo.


In poco più di un’ora abbiamo potuto affacciarci soltanto su alcuni dei tantissimi temi aperti dal lavoro della Prof.ssa Dovetto. Eppure siamo usciti da quella sala con la sensazione che dentro qualcosa di apparentemente semplice come un soprannome possa esserci un mondo intero.


E, soprattutto, con una domanda che ci sembra valga la pena portarsi dietro: che cosa resta di una persona nelle parole con cui gli altri continuano a chiamarla?


Grazie alla Prof.ssa Francesca M. Dovetto per la generosità con cui ha condiviso il suo lavoro, alla University of Sydney e a NIAWA Sydney per aver realizzato questo incontro insieme a noi della Dante Alighieri Society Sydney, e grazie a tutte le persone che hanno partecipato alla serata.



Per maggiori informazioni sull'evento:

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